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Decreto Sostegni bis: le novità rilevanti per PMI e partite IVA

June 23, 2021 by Qonto Italia
Decreto Sostegni bis: le novità rilevanti per PMI e partite IVA

Il Decreto Sostegni bis (Legge 25 maggio 2021, n. 73), ovvero il Decreto Imprese, Lavoro, Giovani e Salute, entra in vigore a circa due mesi di distanza dal primo Decreto Sostegni (Legge 22 marzo 2021, n. 41). Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale non si limita ad apportare modifiche al suo predecessore, ma introduce diverse novità.

Il nuovo decreto stanzia circa 40 miliardi di euro, di cui gran parte destinata alle imprese, incrementando le dotazioni già previste e ampliando la portata delle misure di sostegno emergenziali già adottate.

Per aiutare PMI e partite IVA ad orientarsi tra le numerose nuove misure, abbiamo raccolto in questo articolo le novità più rilevanti, raggruppate in 3 titoli principali: sostegno alle imprese, accesso al credito e alla liquidità e misure per il lavoro. Tuttavia, come sempre, ti consigliamo di consultare il tuo professionista di fiducia per approfondire il provvedimento che ritieni più utile al tuo business.👇

Sostegno alle imprese

✅ Decreto Sostegni bis: fondo perduto (art. 1)

Il nuovo decreto amplia il perimetro del contributo precedentemente stanziato e si rivolge ad una platea più ampia: tutti i soggetti titolari di partita IVA, che svolgono attività d’impresa, arte o professione, e agli enti non commerciali e del terzo settore, senza più alcuna limitazione settoriale o vincolo di classificazione delle attività economiche interessate.

Il nuovo contributo a fondo perduto prevede 15,4 miliardi di euro per gli operatori economici colpiti dalla pandemia da COVID-19 e viene suddiviso in tre soluzioni:

1️⃣ "Automatico”

2️⃣ “Alternativo"

3️⃣ “Perequativo”

A questi si aggiunge la possibilità di istituire un ulteriore contributo a fondo perduto con le eventuali risorse residuali, destinato ai soggetti titolari di reddito agrario e a quelli che hanno percepito ricavi o compensi compresi tra i dieci e i quindici milioni di euro nel periodo d’imposta 2019.

Contributo “automatico”❓ A chi si rivolge?

Il primo contributo si rivolge a tutti i soggetti con partita IVA attiva al momento dell’entrata in vigore del decreto-legge che hanno già lecitamente presentato domanda e ottenuto il contributo a fondo perduto previsto nel primo Decreto Sostegni.

Contributo “automatico”❓ Come funziona?

Viene corrisposto dall’Agenzia delle Entrate sul conto indicato al momento della richiesta o, in alternativa, sotto forma di credito d’imposta, se espressamente specificato. L’ammontare è pari al 100% di quanto ricevuto con il Decreto Sostegni.

Contributo “automatico”❓ Come fare domanda?

Lo abbiamo definito contributo “automatico” proprio perché non richiede la presentazione di alcuna istanza. Il contributo viene erogato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate.

Contributo “alternativo”❓ A chi si rivolge?

La seconda soluzione si rivolge ai soggetti che  svolgono attività d'impresa, arte o professione o che producono reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato con ricavi e compensi non superiori ai 10 milioni di euro per il periodo d’imposta 2019 e che hanno registrato un calo pari o superiore al 30% alla media mensile del fatturato e dei corrispettivi nel periodo 1.4.2020 - 31.3.2021 rispetto allo stesso periodo d’imposta precedente.

Da queste categorie di soggetti vengono esclusi quelli la cui partita IVA non è attiva al momento di entrata in vigore del decreto-legge (25.5.2021), gli enti pubblici, gli intermediari finanziari e le società di partecipazione.

Contributo “alternativo”❓ Come funziona?

Questo secondo contributo deriva dal calcolo percentuale sul calo del fatturato mensile. Più crescono i ricavi, minore è il contributo riconosciuto.

I soggetti che non hanno percepito il contributo del primo Decreto Sostegni possono contare su una maggiorazione:

90% fino a 100.000 euro

70% da 100.000 a 400.000 euro

50% da 400.000 a un milione di euro

40% da uno a cinque milioni di euro

30% da cinque a dieci milioni di euro

In ogni caso il contributo riconosciuto ha un limite massimo di 150.000 euro.

Per i soggetti che hanno invece già beneficiato del precedente contributo la percentuale spettante si riduce rispettivamente a 60%, 50%, 40%, 30%, e 20%.

Se rientri in questa seconda categoria di soggetti, il contributo precedentemente ottenuto viene scomputato. Questo significa che, qualora ti spetti, ti sarà riconosciuta soltanto la differenza rispetto a quanto già ottenuto. Qualora invece dovesse risultare un contributo inferiore rispetto a quanto già ottenuto, l’Agenzia delle Entrate non terrà conto di quest’ultima istanza.

Come per il contributo “automatico”, anche in questo caso puoi scegliere se ricevere la somma versata direttamente sul tuo conto o se scegliere invece di usare il credito in compensazione in F24.

Contributo “alternativo”❓ Come fare domanda?

Per ottenere questo contributo devi presentare un'apposita istanza all’Agenzia delle Entrate con le modalità e i termini previsti, ancora in fase di definizione.

Se rientri tra i soggetti tenuti a effettuare comunicazioni relative alla liquidazione periodica dell’IVA, potrai inviare l’istanza solamente dopo aver presentato la comunicazione del primo trimestre del 2021. 

Contributo “perequativo”❓ A chi si rivolge?

Per questo contributo bisogna attendere l’autorizzazione da parte della Commissione europea. Anche questa tipologia di contributo si rivolge ai soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione o che producono reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio italiano con ricavi e compensi non superiori ai 10 milioni di euro per il periodo d’imposta 2019.

Contributo “perequativo”❓ Come funziona?

Diversamente dagli altri contributi, questo conguaglio, non viene calcolato sul fatturato ma sul peggioramento del risultato economico di esercizio del periodo d’imposta in corso al 31.12.2020 rispetto a quello precedente. La percentuale di tale peggioramento deve ancora essere definita dal MEF. Anche in questo caso si tratterà di una percentuale in relazione alla differenza tra i due periodi presi in considerazione.

Contributo “perequativo”❓ Come fare domanda?

Per poter ottenere il contributo devi presentare apposita istanza all’Agenzia delle Entrate, secondo modalità ancora in fase di definizione. Unico requisito attualmente conosciuto è l’obbligo di aver presentato la dichiarazione dei redditi 2021 (periodo d’imposta 2020) entro il 10.9.2021.

✅ Fondo per le attività economiche chiuse (art .2)

Il nuovo Decreto Sostegni bis introduce anche misure volte a sostenere l’abbattimento dei costi per imprese, tra cui viene istituito un fondo di 100 milioni di euro per sostenere le attività economiche costrette a rimanere chiuse per un lungo periodo continuativo, minimo di quattro mesi, a partire dal 1.1.2021 alla data di conversione in legge del Decreto Sostegni bis. Nell’individuare l’ammontare dell’aiuto e i soggetti a cui spetta verrà tenuto conto anche dei ristori già goduti.

✅ Canone di locazione ad uso non abitativo (art. 4)

Con uno stanziamento di 1,8 miliardi di euro per il credito d’imposta sui canoni di locazione e affitto di immobili a uso non abitativo, viene prorogato per altre tre mensilità a soggetti cui spettava già fino al 31.7.2021, quali le imprese turistico-ricettive, e agenzie di viaggio e i tour operator.

Inoltre, viene esteso da gennaio a maggio 2021 per gli esercenti di attività d’impresa, arte o professione con ricavi massimi di 15 milioni di euro nel 2019.

Il credito in questione corrisponde al 60% dei canoni di locazione, leasing o concessione di immobili a uso non abitativo destinati ad attività industriale, commerciale, agricola, artigianale, all’esercizio della professione per lavoratori autonomi, o di interesse turistico. Al 30%, invece, per i canoni di affitto d'azienda o di prestazioni complesse. 

L’unica condizione per beneficiare di questo credito è il calo del 30% del fatturato mensile medio nel periodo 1.4.2020 - 31.3.2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

✅ Esenzione TARI (art. 6)

Il Governo stanzia anche 600 milioni per l’anno corrente con lo scopo di ridurre la TARI (tassa sui rifiuti) per le categorie economiche sottoposte all’obbligo di chiusura o il cui esercizio è stato limitato.

✅ Riduzione delle bollette/proroga per il mese di luglio (art. 5)

Viene prorogato anche per il mese di luglio il contributo sul pagamento delle bollette per le utenze diverse da quelle domestiche, previsto dal precedente Decreto Sostegni.

✅ Internazionalizzazione delle imprese (art. 11)

Vengono incrementate di 1,6 miliardi di euro le dotazione per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e modificati i limiti di cofinanziamento.

✅ Proroga della sospensione delle cartelle (art. 9)

Per le cartelle di pagamento, gli accertamenti esecutivi e gli avvisi di addebito il cui termine di pagamento è scaduto tra l’8.3.2020 e il 30.6.2021, viene fissato un nuovo termine di pagamento ultimo: 31.7.2021. Entro questa data i pagamenti devono essere effettuati in un’unica soluzione.

Accesso al credito e alla liquidità

✅ Fondo di Garanzia PMI (art. 13)

Il Decreto Sostegni bis stanzia 9 miliardi al fine di agevolare l’accesso al credito alle imprese e sostenerne la liquidità.

Il provvedimento principale è l’articolo 13, che proroga a fine anno (31.12.2021) la Garanzia SACE e il Fondo di Garanzia PMI. Entrambe queste proroghe hanno lo scopo di facilitare l’immissione di liquidità a favore delle imprese, in modo particolare di piccole e medie dimensioni.

Per quanto riguarda il Fondo di Garanzia PMI vengono anche introdotte delle modifiche alle garanzie per le operazioni superiori ai 30.000 euro, per le quali il limite passerà dal 90% all’80% a partire dal primo luglio. In compenso però aumenta il termine massimo della durata, da 72 a 120 mesi, valido anche per le operazioni già in essere. Per le operazioni di ammontare inferiore ai 30.000 euro, le garanzie passano dal 100% al 90% ed il tasso di interesse potrebbe subire variazioni.

Supporto all’occupazione e al reddito

Il Decreto Sostegni bis contiene diverse misure in materia di lavoro, atte a favorire tanto le imprese quanto i lavoratori e le famiglie.

✅ Divieto di licenziamento (art. 40 e 43)

Il DL impedisce ai datori di lavoro che fruiscono della cassa integrazione di licenziare per motivi economici per la durata del trattamento, fino a fine anno. Per le attività operanti nei settori del turismo, degli stabilimenti termali e del commercio la mancata osservanza dei divieti di licenziamento comporta la revoca dei contributi beneficiati e l’impossibilità di presentare nuove istanze.

✅ Contratto di rioccupazione (art. 41)

Al fine di favorire il reinserimento nel mondo del lavoro viene introdotto un nuovo strumento fruibile dal 1.7.2021 al 31.10.2021. Questa formula di assunzione prevede un contratto di lavoro a tempo indeterminato, i cui primi sei mesi sono caratterizzati da un progetto di lavoro individuale. Durante questi primi 6 mesi il datore di lavoro beneficiano dell’esonero totale dei contributi previdenziali, fino a un massimo di 6.000 euro annui, applicato su base mensile. In caso di rescissione del rapporto al termine dei sei mesi, il beneficio corrisposto verrà recuperato.

✅ CIGS e contributo addizionale (art. 40)

Ai datori di lavoro privati si riconosce la possibilità di avanzare domanda di CIGS in deroga per una durata massima di 26 settimane nel periodo compreso dalla pubblicazione del decreto al termine dell’anno (31.12.2021). I limiti o le causali rimangono quelle standard.

Le condizioni da rispettare sono invece due:

- Aver registrato un calo di fatturato del 50% nel primo semestre del 2021 se rapportato allo stesso periodo del 2019

- L’obbligo di stipula di accordi collettivi con i sindacati, con lo scopo di mantenere i livelli occupazionali nella fase di ripresa post pandemia.

Al lavoratore viene riconosciuto il 70% della retribuzione globale per le ore di lavoro in cassa integrazione.

Per quanto riguarda il contributo addizionale invece, i datori di lavoro sono esentati dal pagamento. Questa agevolazione prevede però l’impossibilità di effettuare licenziamenti sia collettivi che individuali durante la fruizione del trattamento.

Fonti e informazioni utili

Di seguito puoi trovare alcune delle fonti autorevoli alle quali abbiamo attinto e che possono rivelarsi utili per il tuo business: 

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