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Decreto Sostegni: ecco le novità per PMI e professionisti

April 08, 2021 by Qonto Italia
Decreto Sostegni: ecco le novità per PMI e professionisti

Il Decreto Sostegni è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 marzo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo dopo alcune revisioni (Legge 22 marzo 2021, n. 41). 

L’obiettivo del nuovo Decreto è quello di introdurre misure urgenti a supporto di imprese, professionisti e lavoratori danneggiati dalle conseguenze economiche della pandemia, oltre ad introdurre nuove regole a tutela di salute e sicurezza.

La nuova manovra economica impegna complessivamente 32 miliardi di euro. Le misure previste dal Governo per ristorare imprese, professionisti e lavoratori sono molte e vengono raggruppate in 5 aree di intervento.

Per aiutare PMI e professionisti ad orientarsi più rapidamente e richiedere gli aiuti a cui hanno diritto, abbiamo preparato una sintesi chiara ed aggiornata sulle nuove misure introdotte dal Decreto Sostegni. 👇

Liquidità

✅ Contributo a fondo perduto in favore degli operatori economici (Art. 1)

Per supportare gli operatori economici colpiti dalle misure restrittive relative all'emergenza sanitaria in corso, startup incluse, è stata prevista l'erogazione di una somma di denaro specifica.

❓ A chi si rivolge?

A tutti i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività d'impresa, arte o professione o producono reddito agrario, la cui attività è stata limitata e/o danneggiata dalle misure adottate per contrastare l'epidemia da Covid-19 , senza tener conto della codifica ATECO (a differenza di quanto previsto dai passati Decreti Ristori).

Il contributo spetta esclusivamente ai soggetti con compensi e ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 10 milioni di euro e alle attività il cui ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 sia inferiore del 30% rispetto a quello del 2019.

Il contributo non può essere richiesto dai soggetti la cui partita IVA risulti chiusa alla data di entrata in vigore del Decreto Sostegni (23 marzo 2021) e dai soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del Decreto Sostegni (dal 24 marzo 2021). Chi ha aperto la  partita IVA a partire dal 1 gennaio 2019, avrà diritto al contributo, anche se non ha avuto riduzione del fatturato.

❓ Come funziona?

Il nuovo parametro di base per il calcolo del sostegno è l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi. Il calcolo del contributo si effettua in 3 passaggi:

  1. verificare che il fatturato o corrispettivo medio mensile del 2020 sia inferiore del 30% rispetto a quello del 2019. Come? dividendo per 12 (mesi) il fatturato del 2020 e quello del 2019;
  2. calcolare la differenza tra questi importi;
  3. moltiplicare a questa differenza la percentuale prevista a seconda della fascia di fatturato.

Ecco le percentuali da applicare:

60% - Soggetti con ricavi o compensi non superiori a 100 mila euro

50% - Soggetti con ricavi o compensi superiori a 100 mila euro e inferiori a 400 mila euro

40% - Soggetti con ricavi o compensi superiori a 400 mila euro e inferiori a 1 milione di euro

30% - Soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e inferiori a 5 milioni di euro

20% - Soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro e inferiori a 10 milioni di euro

 

È comunque garantito un contributo minimo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. L’importo massimo del contributo non può superare 150.000 euro. 

Anche il nuovo contributo a fondo perduto non è tassato e non incide nel calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

🔍 Un esempio?

Se un professionista nel 2019 ha fatturato 60.000 euro e nel 2020 solo 40.000 euro, ha avuto una riduzione superiore al 30%. In questo caso il professionista ha avuto una riduzione dei ricavi pari a 20.000 euro, che corrisponde ad una riduzione media mensile di circa 1.666 euro (20.000 / 12=1.666).

Il professionista avrà quindi diritto ad un contributo a fondo perduto pari a 1.666 euro x 60%, ovvero 1.000 euro.

❓ Come fare domanda?

La domanda per richiedere il contributo deve essere compilata solo online a partire dal 30 marzo e non oltre il 28 maggio 2021. 

Coloro che possiedono tutti i requisiti devono presentare la domanda per via telematica sul sito dell'Agenzia delle Entrate, compilando e inviando l'apposito modello, oppure mediante la piattaforma web messa a punto dal partner tecnologico SOGEI, disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet.

Per predisporre e avviare l'istanza in autonomia, è necessario avere una delle seguenti credenziali: SPID, Entratel/Fisconline o CNS. È possibile effettuare l'istanza in qualità di intermediario con delega al servizio di "Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche" o con delega al "Cassetto fiscale".

L'Agenzia delle Entrate effettuerà poi delle verifiche ed in caso di esito positivo, comunicherà l’avvenuto mandato di pagamento del contributo (o il riconoscimento dello stesso come credito d’imposta nel caso di quella scelta) nell’apposita area riservata del portale. In caso di esito negativo, l’Agenzia Entrate comunicherà il motivo del rifiuto: in questo caso, si potrà inoltrare una nuova domanda entro 5 giorni.

Nella domanda si può scegliere se ricevere i soldi sul conto oppure ottenere un credito d’imposta da utilizzare in compensazione. Nel primo caso, la somma di denaro verrà erogata tramite bonifico sul conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al richiedente. Alternativamente, si ottiene un codice che andrà indicato per scalare la cifra del bonus dalle tasse.

✅ Indennità per lavoratori dipendenti e autonomi (Art.3 )

Il Decreto Sostegni aumenta da 1 a 2,5 miliardi lo stanziamento del Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali per autonomi e professionisti di cui all’art. 1 della legge di Bilancio 2021 (legge n. 178/2020).

La misura potenzia per il cosiddetto anno bianco fiscale per tutto il 2021. Si tratta di un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle Partite IVA con redditi fino a 50mila euro ed un calo di fatturato del 33%. L’esonero non include in nessun caso i premi INAIL. 

Viene anche specificato che, siccome il beneficio fa parte degli aiuti di Stato, bisogna attendere l'autorizzazione della Commissione Europea per renderlo esecutivo.

✅ Supporto economico anche per grandi imprese (Art. 37)

Un fondo da 200 milioni di euro viene introdotto a sostegno delle grandi imprese temporaneamente in crisi a causa della pandemia, con l’esclusione di quelle del settore bancario e assicurativo. I fondi vengono concessi sotto forma di finanziamenti agevolati rimborsabili in 5 anni. 

❓ A chi si rivolge?

Per tutte le imprese dai 250 dipendenti in su, che hanno un fatturato superiore ai 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni di euro.

Supporto all'occupazione e al reddito

✅ Nuovi trattamenti in materia di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga

Per supportare le imprese che si trovano in un particolare momento di crisi economica e finanziaria, il Decreto Sostegni estende la possibilità di richiedere l'assegno ordinario, la cassa integrazione in deroga o ordinaria.

I datori di lavoro che sospendono o riducono l'attività per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica possono richiedere:

  • fino a 13 settimane di cassa integrazione ordinaria con causale “emergenza COVID-19”, da utilizzare nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 30 giugno 2021;
  • fino a 28 settimane di assegno ordinario e CIG in deroga, da utilizzare nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021.

Per i trattamenti concessi non è dovuto alcun contributo addizionale.

❓ A chi si rivolge?

Possono richiedere i supporti economici statali tutti i soggetti colpiti dalle più recenti misure restrittive legate all'emergenza sanitaria in corso per i lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del nuovo Decreto (23 Marzo 2021).

❓ Come funziona?

La CIG può essere concessa sia con il pagamento diretto da parte dell’INPS sia con l’anticipazione da parte dell’azienda. Nel primo caso si applicano le regole sull’anticipazione del 40% previste dal DL 18/2020.

❓Come fare domanda?

Bisogna presentare la domanda all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa.

In fase di prima applicazione, il termine di decadenza è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del nuovo Decreto (ossia entro il 30 Aprile 2021). 

In sintesi, le regole restano le stesse applicate alla CIG Covid nel 2020. Anche per quanto riguarda i Fondi, l’erogazione dell’Assegno ordinario avviene con le stesse modalità previste per la CIG.

✅ Disposizioni in materia di licenziamento

Per tutelare i lavoratori dipendenti, sono state prorogate le disposizioni in materia di licenziamento.  

❓ A chi si rivolge?

Le nuove disposizioni in materia di licenziamento si rivolgono a tutti i datori di lavoro che non possono recedere dal contratto di lavoro per giustificato motivo. In particolare, il Decreto Sostegni conferma il divieto dei licenziamenti individuali e collettivi:

  • fino al 30 Giugno 2021, per la generalità delle aziende;
  • fino al 31 Ottobre 2021, per i datori di lavoro che possono accedere ai trattamenti di Assegno ordinario FIS, di Cassa integrazione in deroga (CIGD), nonché di Cassa integrazione salariale operai agricolo (CISOA).

La misura non si applica:

  • se i licenziamenti sono motivati dalla cessazione definitiva dell'attività, ovverosia quando l’impresa è stata messa in liquidazione senza continuazione, anche parziale; 
  • se nel corso della liquidazione si configura la cessione di un complesso di beni o di attività che possono dar vita ad un trasferimento dell'intera azienda o di un ramo di essa;
  • nell’ipotesi di accordi collettivi aziendali e/o di incentivi alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo; 
  • ai licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non è previsto l'esercizio provvisorio dell'impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. 

Fonti e informazioni utili

Di seguito puoi trovare alcune delle fonti autorevoli alle quali abbiamo attinto e che possono rivelarsi utili per il tuo business: 

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