September 11, 2020 by Qonto

Quali costi per aprire una partita IVA?

I costi per aprire partita IVA sono spesso oggetto di discussione tra i professionisti: sebbene l'apertura della partita IVA sia gratuita, ad essere dispendioso è il suo mantenimento.  

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Partita IVA: di cosa si tratta?

 

La partita IVA è che un codice numerico composto da 11 cifre che serve per identificare la persona o la società che possiede la medesima partita IVA. Il suo utilizzo, quindi, è di tipo fiscale, poiché serve per identificare rapidamente un contribuente.

I primi 7 numeri del codice includono le informazioni sul titolare, i successivi 3 numeri, invece, vengono assegnati direttamente dall'Ufficio delle Entrate e hanno un'ulteriore scopo identificativo. Infine, l'ultimo numero incluso nel codice ha solo una funzione di controllo.

Con internet, inoltre, è facile identificare il numero di partita IVA di un'attività. Ad esempio, basta cercare online per trovare una risponda alla domanda "a quale azienda corrisponde la partita iva numero 00308780345"?

Imposta sul Valore aggiunta: l'IVA

Ovviamente, la denominazione di partita IVA stessa si riferisce all'Imposta sul Valore aggiunto, una tassa  applicata sulla prestazione dei servizi e sulla cessione dei beni che incide principalmente sul consumatore.

Aprire una partita IVA è obbligatorio per tutte le aziende italiane e i professionisti (come anche i commercianti, gli artigiani, etc.) la cui attività ha una durata lavorativa complessiva superiore ai 30 giorni, con un importo non superiore ai 5000€. Qualora tali requisiti siano assenti, l'attività è considerata come lavoro occasionale: in questo caso non si è obbligati ad aprire una partita IVA.

Un po' di storia: la nascita dell'IVA

Ma quando è entrata in vigore l'IVA? Nel 1980 o nel 1960 era obbligatoria la partita IVA? L'IVA è entrata ufficialmente in vigore in Italia nel 1973, con l'obiettivo di adeguare il sistema tributario italiano a quello degli altri Stati membri della Comunità Europea.

Cosa bisogna fare per aprire una partita IVA online?

 

"A chi mi devo rivolgere per l apertura della partita iva online?": è questa la domanda che ti stai ponendo? La partita IVA può essere facilmente aperta sia recandosi fisicamente presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate, sia svolgendo tutta la procedura telematica tramite il sito internet dell'Agenzia delle Entrate.

Ovviamente, aprendo una partita IVA online si possono evitare le lunghe attese e si può risparmiare tempo prezioso: si tratta di un procedimento semplice e rapido. Tutto ciò che bisogna fare è compilare degli appositi moduli e consegnarli fisicamente, per via telematica o tramite raccomandata all'Agenzia delle Entrate: a differenza di quello che si può pensare, non esiste nessuna importante differenza tra la partita IVA aperta online e quella aperta fisicamente.

Quali sono i documenti necessari per l'apertura di una partita IVA?

I moduli da compilare per registrare la propria attività sono il modello AA9/12 (impresa individuale e lavoratori autonomi)  in caso di persone fisiche e il modello AA7/10 (società, enti, associazioni, etc.) in caso di altre tipologie di business. Bisogna inoltre il codice ATECO, una comunicazione volta alla trasparenza fiscale. Per questo aprire una partita IVA online è senz'ombra di dubbio molto utile. Qualora fosse necessaria una guida per completare il procedimento online, è possibile chiedere il supporto di esperti. 

  

Aprire partita IVA: quando conviene e quando è obbligatorio?

 

Nel rispetto della legge, un professionista è sempre obbligato ad aprire una partita IVA quando nell'ambito della sua attività vengono meno i criteri dell'occasionalità (la prestazione aziendale non deve avere una durata superiore ai 30 giorni e il compenso non dev'essere superiore ai 5000€). Tutti coloro che svolgono un lavoro continuativo sono tenuti ad aprire una partita IVA

 

Costi partita IVA: tutti i dettagli

Costo apertura e mantenimento partita IVA: qual è e come calcolarlo? L'apertura della partita IVA è un procedimento gratuito, a comportare delle spese è il suo mantenimento. Quando si decide di aprire una partita IVA, bisogna scegliere il regime fiscale più adatto al proprio business. Bisogna, cioè, scegliere  tra regime ordinario o forfettario e compiere l'iscrizione più adatta alla propria attività e ai propri incassi. 

 

Regime forfettario e spese partita IVA

Per aprire la partita IVA aderendo al regime forfettario è necessario rispettare i requisiti stabiliti dalla Legge dello Stato Italiano, ovvero non superare il limite di 65.000€ di utili su base annua. Non esistono limiti relativi alle varie spese per il lavoro accessorio oppure al costo dei beni strumentali. Inoltre, per aderire al regime forfettario, non bisogna controllare in modo diretto o indiretto le società a responsabilità limitata oppure esercitare il controllo di società, associazioni o di imprese familiari.

Il regime forfettario non può essere applicato ai soggetti residenti all'estero che non generato almeno i 3/4 del loro reddito in Italia, ai regimi speciali IVA, ai vari individui che effettuano la compravendita dei veicoli nuovi, dei terreni fabbricati oppure edificabili. I costi per l'apertura della partita IVA in regime forfettario non sono alti.

Costi gestione partita IVA regime forfettario

Si tratta infatti di un regime agevolato. Inoltre e la Legge prevede l'applicazione dell'aliquota sostitutiva Iva e Irpef al livello del 5% (fino ai primi 5 anni). A partire dal 6° anno l'aliquota passa al livello del 15%. Il regime forfettario include comunque una tassazione agevolata al 15%, a cui si aggiungono i costi necessari alla gestione dell'attività. 

 

Regime ordinario e costi per aprire partita IVA

Apertura partita iva regime ordinario: cosa significa? Quali sono i costi da sostenere? I costi per aprire una partita IVA in regime ordinario sono differenti dai costi per aprire partita IVA in regime forfettario. I titolari di questa tipologia di partita IVA devono pagare le imposte ordinarie, ovvero sostenere il costo per la Camera di Commercio in modo da poter godere del diritto camerale, i costi Irpef, l'Irap e i costi di gestione separata INPS (per le questioni relative ai contributi).

Anche in questo caso bisogna precisare che l'apertura della partita IVA è gratuita: le spese citate sono quelle necessarie a mantenere la partita IVA. I costi per aprire partita IVA di una ditta individuale non sono molto differenti da quelli di un'azienda non individuale: l'apertura è sempre gratuita.

  

I costi per aprire partita IVA: obblighi normativi e suggerimenti

 

Come anticipato, l'apertura della partita IVA è obbligatoria per alcune categorie di lavoratori. La sua convenienza dipende, ovviamente, dai guadagni che la tua azienda è in grado di fare. Se i guadagni sono costanti e alti, conviene aprire la partita IVA in modo da non avere alcun problema con il sistema fiscale italiano. Di contro, se i guadagni sono discontinui e non sono molto alti, sorgono dei notevoli dubbi sulla convenienza relativa all'apertura di una partita IVA. Al momento dell'apertura di un'attività, quando il business è ancora all'inizio, conviene chiaramente affidarsi al regime forfettario.

  

Quanto costa mantenere una partita IVA?

 

Come già accennato in precedenza, i costi per aprire una partita IVA sono nulli: la sua apertura, infatti, è gratuita. Le spese rilevanti sono invece quelle relative al mantenimento. Quest'ultimo varia a seconda della tipologia del regime a cui si aderisce.

  • Partita IVA in regime forfettario: certamente il forfettario è il regime più economico. In questo caso, non vengono infatti applicate delle tasse addizionali come l'Irap, l'Irpef e l'Iva. Ma, come si diceva, il regime forfettario è rivolto solo alle aziende con i ricavi non superiori a 65.000€. 
  • Partita IVA con regime ordinario: in questo caso dovrai pagare alla Camera di Commercio una quota variabile da 80 a 100€ annuali. A questa prima spesa bisogna anche aggiungere il costo dei servizi di un commercialista. Non bisogna sottovalutare le tasse Irap e Irpef. L'Irap viene calcolata in relazione al valore aggiunto del prodotto, mentre l'Irpef si calcola in base al reddito dell'azienda. Entrambe possono influire in maniera significativa sul bilancio della tua attività.

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