November 18, 2021 by Qonto

Il contratto di lavoro autonomo occasionale

Sei un lavoratore autonomo occasionale? Scopri tutto quello che c'è da sapere sul contratto di lavoro autonomo occasionale: dettagli, suggerimenti e requisiti!

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Per comprendere appieno il contratto di lavoro autonomo occasionale è necessario fare un passo indietro e capire chi è il lavoratore autonomo. Le regole previste dall'art. 2222 del codice civile prevedono che tale lavoratore sia colui che compie, a prezzo di un corrispettivo, un'opera o un servizio professionale con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti di un committente (in qualsiasi settore). Sono quindi quelle attività di lavoro svolte dai cosiddetti "liberi professionisti" o "artigiani", ruoli e definizioni spesso attribuite impropriamente per identificare un lavoratore autonomo.

Il contratto di lavoro autonomo occasionale è, infatti, applicabile solo in determinati casi e spesso viene firmato al completamento dell'opera o del servizio - senza vincolo temporale o di subordinazione. Può anche essere a tempo determinato, ma solo quando è previsto che l'opera o il servizio venga effettuato fino alla scadenza temporale indicata nel contratto stesso. Sebbene possa essere utile per un lavoratore occasionale aprire un conto corrente dedicato, non è necessario aprire una partita IVA. Quest'ultima è obbligatoria solo per liberi professionisti, qualsiasi sia il loro livello di esperienza (ovverosia per professionisti giovani o esperti).

Lavoro autonomo: differenze con il lavoro subordinato

Se vogliamo capire realmente chi sono i lavoratori autonomi occasionali, dobbiamo conoscere la grande differenza e il rapporto che esiste tra contratto di lavoro autonomo occasionale e contratto di lavoro abituale e subordinato (tipologia dello scopo contrattuale, data e tempistiche, modalità). Il lavoratore autonomo svolge la propria attività con mezzi propri, in piena libertà rispetto alle modalità e - a volte - rispetto ai tempi di esecuzione del lavoro.

Il lavoratore autonomo non è infatti legato a vincoli di subordinazione nei confronti del committente, il quale non ha gli stessi poteri direttivi tipici del datore di lavoro nei confronti di un suo dipendente subordinato. La subordinazione è quindi un concetto centrale per comprendere appieno il l'attività svolta da lavoratore autonomo, soprattutto in relazione all'arco temporale di consegna del lavoro e all'elasticità necessaria per il conseguimento del risultato richiesto.

Lavoro autonomo occasionale

Il lavoro autonomo occasionale rientra nella categoria del lavoro autonomo: si tratta della tipologia di lavoratore che svolge dietro corrispettivo, in modo occasionale e quindi senza continuità, un'attività che alle volte ha il carattere di saltuarietà. Si tratta spesso di un'attività svolta al di fuori dell'abituale mansione lavorativa. La materia è disciplinata dalla Legge n. 30/2003, la quale prevede che la prestazione di lavoro autonomo occasionale sia una "qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall'assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione". Possiamo riepilogare di seguito le due principali caratteristiche che definiscono il lavoro autonomo occasionale:

  • Coordinamento della prestazione: la prestazione non deve essere svolta all'interno dell'azienda o nell'ambito lavorativo del committente
  • Continuità ed abitualità: l'attività da svolta deve essere sporadica, svincolata dall'attività produttiva del committente.

Lavoro autonomo occasionale e partita IVA

Nel caso del lavoratore occasionale, non vi è obbligo di emettere fattura - ovverosia di avere una partita IVA: è sufficiente rilasciare una ricevuta. Si tratta di un procedimento più semplice rispetto all'apertura della partita IVA via internet. Nella ricevuta devono essere indicati i dati del prestatore d'opera, quelli del committente, il corrispettivo lordo e netto, la ritenuta d'acconto ed infine la data. Sulla ricevuta fiscale il lavoratore dovrà apporre una marca da bollo di 2 euro, ma solo se l'importo della prestazione supera i 77,47 euro (con una data di esecuzione del lavoro anteriore rispetto a quella della ricevuta). In caso contrario si rischia di incorrere in una sanzione.

Contratto di lavoro autonomo occasionale: come stipularlo? 

Per la natura occasionale ed episodica del lavoro autonomo occasionale, spesso il committente opta per un accordo verbale. La presenza del contratto varia spesso in base alle esigenze e alla volontà di committente e lavoratore. Se però il prestatore d'opera ritiene giustamente di dover raggiungere un accordo scritto, si dovrà tenere conto di tre aspetti nella redazione del "Contratto di prestazione di lavoro autonomo occasionale":

  • compenso e tempistiche per il pagamento;
  • condizioni e modalità di rescissione del contratto;
  • la descrizione dell'attività che si andrà a svolgere.

Lavoro autonomo occasionale: dichiarazione dei redditi

Una delle domande ricorrenti di chi si trova a svolgere prestazioni di lavoro occasionale, è quella relativa ad una eventuale dichiarazione dei redditi percepiti. È necessario o meno farlo? Vi è la possibilità di esenzione per tutte i lavoratori in prestazione occasionale che percepiscono meno (al di sotto di) di 4.800 euro all'anno e sono in assenza di altri redditi. I redditi che derivano dal lavoro autonomo occasionale vengono definiti "redditi diversi" (categorizzabile nei redditi imponibili IRPEF). Se durante l'anno si hanno altre tipologie di reddito  e di entrate, la possibilità di usufruire dell'esonero viene meno e si dovrà quindi presentare la dichiarazione di tutti i redditi percepiti nell'esercizio di competenza. 

Occorre aprire una Partita IVA?

Per quanto riguarda la partita IVA, non bisogna confondere la soglia relativa alla dichiarazione dei redditi, con quella necessaria all'apertura di una partita IVA. Non vi è infatti alcun limite stabilito (soglia di esenzione) al di sotto del quale non è necessaria la partita IVA: l'obbligo di iscrizione e di apertura della partita IVA è infatti previsto per un'attività di tipo abituale e consecutiva. Nel caso di un lavoratore autonomo occasionale, vista la "saltuarietà" del lavoro, non è necessario operare in regime di partita IVA. Basteranno solo delle ricevute non fiscali indicanti la "ritenuta d’acconto" (oggi del 20%).

Di fatto, con la "ritenuta d’acconto", una parte del compenso (20%) non viene pagato al collaboratore ma direttamente allo Stato, come acconto sull’IRPEF da pagare in relazione ai redditi di lavoro. In questo caso il Committente assume la figura del "sostituto d'imposta", ovvero si sostituisce allo Stato nei confronti del collaboratore e consegnerà una copia del versamento effettuato all'Erario. L'indicazione è quindi quella di fare molta attenzione se si svolge abitualmente o saltuariamente un'attività, anche se economicamente non rilevante, affinché sia chiara l'esigenza di aprire o meno una partita IVA

Contributi previdenziali e lavoro autonomo occasionale

I contributi sono dovuti solo relativamente alla quota di reddito (imponibile) eccedente la soglia dei 5.000 euro (con relativo riferimento alla Gestione Separata INPS). Se quindi in un anno solare non si avranno compensi superiori a 5.000 euro, non si dovranno versare contributi previdenziali o iscriversi all'INPS. Gli interessati devono prestare molta attenzione ed effettuare con cura la loro attività per evitare di cadere i sanzioni o per capire se è necessario l'iscrizione alla Gestione separata (cassa previdenziale).

La prestazione occasionale

Una delle principali differenze tra il "lavoro autonomo occasionale" e la "prestazione occasionale", riguarda la maggiore o minore presenza di autonomia. Il lavoro autonomo occasionale è un’attività autonoma a tutti gli effetti, esercitata senza alcun vincolo di subordinazione o di coordinamento ma ha  carattere intellettuale. I lavoratori autonomi non devono effettuare necessariamente l'iscrizione ad albi o ad elenchi professionali Diverso è il caso della prestazione occasionale, detta anche "lavoro accessorio". In questo caso l’attività è di tipo subordinato, ovverosia l’attività di lavoro non è svolta in totale autonomia.

Libretti di famiglia: di cosa si tratta?

Per chi svolge un'attività saltuaria, vi è la possibilità di essere retribuiti tramite il "Libretto di Famiglia": si tratta di un documento nominativo prefinanziato, contenente titoli di pagamento ognuno dal valore di 10 euro. Ogni titolo corrisponde ad un'attività lavorativa non superiore ad un'ora. 

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