Trasformare un'idea in prodotto concreto richiede strategia. Il Minimum Viable Product (prodotto minimo funzionante) permette alle startup e PMI di testare il mercato con investimenti minimi. Ma come validare il prodotto? Quale approccio seguire? In fondo a questa pagina trovi due strategie comprovate, estratte da questa intervista, a cui puoi fare riferimento per costruire un MVP efficace.
Strategie per costruire un MVP in modo efficace
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- Un MVP è la versione minima del prodotto per testare il mercato con investimenti ridotti e feedback reali.
- Definisci solo le funzionalità essenziali: elimina tutto ciò che non valida direttamente l'ipotesi di business principale.
- Un MVP validato attrae investitori mostrando evidenze concrete di valore, non solo promesse o idee sulla carta.
- Dopo il lancio, misura costantemente l'utilizzo e trasforma i dati in decisioni concrete per migliorare il prodotto.
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Cosa significa Minimum Viable Product
Minimum Viable Product, in italiano “prodotto minimo funzionante”, è un concetto strategico per guidare lo sviluppo riducendo sprechi e massimizzando l'apprendimento in fase di lancio.
| Minimum | Include solo le funzionalità indispensabili per risolvere il problema principale. Il prodotto costituito dagli elementi essenziali |
|---|---|
| Viable | Il prodotto deve essere utilizzabile e creare valore concreto. Funziona in modo affidabile per le funzionalità che offre. |
| Product | Non è un'idea o una presentazione, ma qualcosa che gli utenti reali possono usare nel concreto |
L'obiettivo è massimizzare l'apprendimento sul mercato minimizzando costi e tempi di sviluppo.
Definizione di prodotto minimo funzionante
Un prodotto minimo funzionante è la versione più semplice del tuo prodotto che ti permette di testare la proposta di valore principale con utenti reali, raccogliere dati concreti sul loro comportamento e prendere decisioni informate sullo sviluppo futuro.
Cos'è un buon MVP
Un MVP è la prima versione di un prodotto che contiene solo le funzionalità essenziali per essere utilizzabile e validare l'idea sul mercato reale.
Non è né un prototipo né un prodotto finito, bensì uno strumento di apprendimento, per capire se la tua soluzione risponde a un bisogno reale, prima di investire grandi risorse.
A cosa serve il prodotto minimo?
L'MVP ti permette di ridurre i rischi imprenditoriali, accelerare il lancio sul mercato, raccogliere feedback da utenti reali e ottimizzare le risorse finanziarie.
Come costruire un MVP: linee guida
Costruire un MVP efficace richiede un approccio metodico. Usa le seguenti linee guida come riferimento:
- Identifica il problema principale: qual è la necessità più critica dei tuoi utenti? Il problema è abbastanza rilevante da giustificare una soluzione?
- Definisci la proposta di valore unica: qual è il beneficio principale che il tuo prodotto deve fornire? Cosa ti distingue dalle alternative esistenti?
- Seleziona solo le funzionalità essenziali: per ogni funzionalità chiediti se è veramente necessari per validare l'ipotesi principale? Se non lo è, escludila dall'MVP.
- Scegli tecnologie consolidate: privilegia stack tecnologici maturi e ben documentati. Evita sperimentazioni. Il momento dell'innovazione tecnologica avviene successivamente.
- Costruisci il sistema di misurazione fin dall'inizio: definisci le metriche chiave prima di iniziare a sviluppare. Integra strumenti di raccolta dati e pianifica interviste con gli utenti.
- Pianifica le iterazioni successive: documenta le funzionalità da aggiungere successivamente, per distinguere l'essenziale dal desiderabile.
- Adatta l'approccio al contesto: settori regolamentati richiedono basi più solide, mercati competitivi richiedono velocità di lancio. Capisci come funziona e cosa richiedere il tuo settore.
Come scegliere tra diversi approcci per costruire un MVP?
Non esiste una risposta universale. La decisione si deve basare su settore e relativa regolamentazioni, target di clienti (grandi aziende vs primi utilizzatori), risorse disponibili, incertezza sul mercato di riferimento, competitività del mercato, complessità tecnologica.
Definire il minimo
Definire il “minimo” è la sfida più complessa. Significa identificare le funzionalità indispensabili per validare l'ipotesi di business.
Il metodo:
- Parti dal problema, non dalla soluzione: qual è la necessità più urgente degli utenti? Come la risolvono oggi?
- Definisci l'ipotesi da validare: qual è la domanda fondamentale a cui devi rispondere?
- Applica il test dell'eliminazione: per ogni funzionalità chiediti se puoi validare l'ipotesi senza di essa. Se sì, eliminala.
- Considera il percorso utente critico: qual è il flusso minimo per ottenere valore?
- Bilancia velocità e solidità: settori regolamentati richiedono basi solide, mercati dinamici richiedono velocità estrema.
Ogni funzionalità aggiuntiva ritarda il lancio e il momento in cui inizi a raccogliere feedback reali.
Validare il prodotto minimo funzionante
Validare un MVP significa raccogliere evidenze che il prodotto funziona tecnicamente, risolve un problema reale e ha potenziale di mercato.
Esistono diversi approcci alla validazione, spesso combinati tra loro in base al contesto:
| Approccio | Vantaggi |
|---|---|
| Utenti reali in condizioni operative | ti permette di osservare comportamenti autentici, identificare problemi che non emergerebbero in laboratorio e raccogliere riscontri sul valore percepito |
| Dati limitati ma rappresentativi | un campione ridotto ma significativo ti permette di validare il tuo MVP anche quando non hai grandi volumi di dati storici |
| Cicli brevi di rilascio e miglioramento | funziona bene se sei in grado di correggere rapidamente eventuali problemi, che possono emergere |
Quali metriche monitorare
Indipendentemente dall’approccio, le metriche fondamentali da monitorare sono le stesse:
- Affidabilità tecnica: il prodotto funziona stabilmente o presenta errori frequenti?
- Valore percepito: gli utenti trovano il prodotto utile per risolvere il loro problema?
- Coinvolgimento: gli utenti tornano a usare il prodotto o lo abbandonano dopo il primo utilizzo?
- Tempo per ottenere valore: quanto serve per il primo risultato utile?
- Tasso di completamento: gli utenti completano le azioni chiave?
Per avere una risposta concreta del tuo MVP, devi combinare dati quantitativi e qualitativi.
I numeri ti dicono cosa succede: quanti utenti usano una funzionalità, dove abbandonano, quanto tempo passano usando il prodotto.
Le interviste e le osservazioni dirette ti dicono perché: perché non usano una specifica funzionalità, cosa risulta difficile da comprendere, quale valore percepiscono.
Aggregare questi due tipi di informazioni ti fornisce una visione completa, e ti mette nelle condizioni di prendere decisioni informate.
Feedback e decisioni basate sui dati
La potenza dell'MVP sta nella capacità di generare informazioni che guidano le decisioni future. Un MVP senza sistema di raccolta dati strutturato è solo un prototipo.
Per costruire un sistema efficace, devi:
- Definisci obiettivi di apprendimento: cosa vuoi imparare? Quali domande deve rispondere l'MVP?
- Identifica metriche rilevanti: per ogni obiettivo, definisci 2-3 metriche specifiche e misurabili.
- Implementa strumenti di raccolta: dati analitici, canali per opinioni dirette, interviste periodiche e strutturate.
- Combina numeri e opinioni: i dati quantitativi dicono cosa succede, le interviste dicono perché.
- Stabilisci un ritmo di analisi: rivedi i dati settimanalmente, coinvolgendo tutto il team per avere diversi punti di vista.
- Trasforma i dati in decisioni: ogni analisi deve terminare con azioni concrete. Dai priorità agli interventi in base al loro impatto.
Perché è importante il MVP
Un MVP ben costruito non è solo uno strumento per testare il prodotto, è un asset strategico fondamentale per la crescita della tua startup e per attrarre investimenti.
Lanciare un prodotto completo senza validazione è il modo più veloce per sprecare risorse.
Un MVP ti permette di imparare velocemente cosa funziona e cosa no, adattando la strategia prima di impegnare budget significativi. Ogni iterazione basata su dati reali ti avvicina al prodotto che il mercato vuole davvero, non a quello che tu pensi che voglia.
Ma il valore più importante di un MVP riguarda gli investitori. Gli investitori non finanziano idee, ma evidenze concrete.
Un MVP funzionante con utenti reali che lo utilizzano è la prova più convincente che la tua soluzione risponde a un bisogno concreto. I dati di utilizzo, il coinvolgimento degli utenti e i riscontri qualitativi trasformano la tua presentazione da “crediamo che il mercato voglia questo” a “abbiamo dimostrato che il mercato vuole questo”.
Investire in una startup è sempre rischioso, ma un MVP validato riduce significativamente l'incertezza, poiché dimostra tre elementi critici per gli investitori:
- Hai capacità di esecuzione, non solo visione
- Sai ascoltare il mercato e adattarti rapidamente
- Il team può trasformare un'idea in un prodotto funzionante (con risorse limitate)
Con un MVP validato puoi negoziare.
Puoi mostrare metriche concrete:
- numero di utenti
- tasso di crescita
- coinvolgimento
- ricavi iniziali (se applicabile)
Questo ti permette di raccogliere fondi con valutazioni migliori e di attrarre investitori di qualità che portano non solo capitale ma anche competenze e rete di contatti.
Un MVP di successo genera slancio nel mercato. Gli utenti soddisfatti diventano promotori, i primi riscontri positivi creano credibilità. Questo attira talenti che vogliono unirsi al team, partner commerciali interessati a collaborare e investitori che vedono una startup in movimento, non solo un'idea.
2 strategie comprovate per costruire un MVP
Dopo i principi generali, analizziamo come due startup italiane hanno applicato questi concetti nella pratica.
BXT e Shakers hanno costruito MVP nel settore dell'intelligenza artificiale. Nonostante il contesto simile, hanno scelto strategie diverse, validando con successo i prodotti. BXT ha privilegiato fondamenta solide pensando a scalabilità e conformità normativa. Shakers ha puntato su velocità di iterazione e misurabilità continua.
L'approccio di BXT: solidità e scalabilità fin dall'inizio
BXT ha costruito Penelope, uno strumento di intelligenza artificiale per la gestione documentale, investendo tempo nella creazione di fondamenta solide fin dall'MVP. Operando con dati aziendali sensibili in contesti enterprise, la stabilità non poteva essere un miglioramento da ottenere in un secondo momento, ma un requisito fondamentale.
L’approccio di BXT prevede tre pilastri strategici:
- Validare i modelli di intelligenza artificiale in condizioni operative realistiche: osservare come i modelli si comportano nel tempo con dati reali, valutando la loro stabilità in scenari quotidiani.
- Costruire una piattaforma utilizzabile, non solo dimostrabile: creare un prodotto che clienti enterprise potessero effettivamente usare, superando la fase di semplice dimostrazione interessante.
- Porre le basi per la scalabilità: progettare l'architettura per crescere senza ripartire sempre da zero, considerare espansione su mercati diversi fin dall'inizio.
Metodo di validazione: BXT ha sviluppato una simulazione che avanza nel tempo come se fosse già in produzione, senza rielaborazioni successive. Costruzione di un modello base con dati strutturati, integrazione progressiva di dati con disponibilità limitata, simulazione realistica del comportamento nel tempo. Questo ha permesso di testare in condizioni molto vicine alla realtà, identificando eventuali problemi già prima del lancio.
Scelta infrastrutturale: l’utilizzo di un fornitore cloud europeo fin dall'MVP per garantire conformità normativa, localizzazione dei dati e preparazione all'espansione internazionale.
Quando scegliere questo approccio: per settori regolamentati, nei casi di gestione di dati sensibili, per raggiungere target di alto livello, e quando c’è necessità di scalare rapidamente dopo la validazione.
L'approccio di Shakers: velocità e misurabilità
Shakers ha costruito il suo MVP seguendo il motto “Better done than perfect - but always measurable”, privilegiando la velocità di lancio e la capacità di iterare rapidamente.
L'obiettivo era ottenere riscontri reali dal mercato il più velocemente possibile.
Metodo di validazione: l’approccio ibrido consente di combinare set di dati sintetici per verificare coerenza logica, dati reali da casi selezionati per ancorare il modello alla realtà, e tecniche di ampliamento artificiale dei dati per migliorare robustezza.
Questo approccio ibrido ha permesso di costruire un modello funzionante in settimane invece che mesi.
Sistema di riscontro continuo: ogni ciclo di sviluppo termina con l’osservazione sul campo. Vengono raccolte metriche quantitative e opinioni qualitative, analizzate settimanalmente e trasformate in decisioni concrete. Il principio è che ogni metrica deve portare a una decisione.
Gestione del debito tecnico: Shakers ha accettato consapevolmente che alcune scelte veloci avrebbero generato debito tecnico futuro. Il compromesso strategico gli ha consentito di lanciare velocemente e validare il mercato, per poi investire nel miglioramento, se il prodotto ha successo.
Quando scegliere questo approccio: l’approccio è adatto per i mercati dinamici e competitivi, che presentano una grado di incertezza significativa, quando le risorse sono limitate, e quando si ha necessità di validare rapidamente.
Vantaggi e svantaggi delle due strategie
Entrambe le strategie hanno permesso di validare con successo gli MVP. La scelta dipende dal tuo settore, risorse e obiettivi. Vediamo quali sono i principali vantaggi di queste due strategie.
| BXT | Shakers |
|---|---|
| Basi solide per scalare | Lancio rapido |
| Maggiore stabilità iniziale | Maggiore flessibilità |
| Ideale per settori regolamentati | Costi iniziali ridotti |
| Meno debito tecnico futuro | Riscontri dal mercato più veloci |
Se hai trovato questi due approcci rilevanti per la costruzione del tuo MVP, puoi chiedere maggiori informazioni in questa discussione all’interno della nostra community.






