October 11, 2021 by Qonto

Ditta individuale o libero professionista: quale scegliere?

Scopri le differenze tra ditta individuale o libero professionista per scegliere la forma giuridica più adatta alle tue esigenze e a quelle del tuo business.

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La prima scelta che ogni aspirante lavoratore in procinto di avviare un'attività in totale autonomia deve  compiere riguarda la forma giuridica che si vuole dare al proprio business. Si tratta di una decisione fondamentale che potrebbe determinare qualsiasi cosa relativa alla propria attività, nonché il successo o meno. 

Una delle più ricorrenti forme giuridiche adottate per iniziare la propria attività è quella della ditta individuale, una forma scelta frequentemente da chi avvia un'attività senza ulteriori soci. La ditta individuale è, infatti, un tipo di impresa nella quale l'imprenditore o il titolare è una persona singola e non è necessario che quest'ultimo versi un capitale all'atto della costituzione dell'impresa stessa.

La differenza tra libero professionista e ditta individuale

La creazione di una ditta individuale è molto semplice e veloce poiché non richiede particolari oneri amministrativi o contabili e richiede ridotti costi di gestione.  Se da un lato sono molti i vantaggi, vi sono anche particolari rischi dovuto al fatto che, come riporta l’articolo 2082 del codice civile, l’imprenditore deve rispondere personalmente della gestione aziendale, non essendoci una separazione tra il capitale della ditta e le risorse finanziarie personali.

Nel mondo del lavoro autonomo, la ditta individuale non è l’unica forma giuridica che troviamo. Sono molti infatti quelli che avviano un’attività lavorativa sotto l’inquadramento di lavoratori autonomi, cioè coloro che - dopo aver svolto specifici percorsi formativi - offrono servizi lavorando in modo indipendente per diverse aziende o clienti senza mai instaurare un rapporto di lavoro subordinato.

Differenze principali

Differenza libero professionista e lavoratore autonomo (come ad esempio il procacciatore d'affari)? In questo caso più che della differenza tra libero professionista e lavoratore autonomo, è bene parlare della differenza tra ditta individuale e libero professionista. Per comprenderla al meglio, basta avere in mente questa divergenza essenziale: 

  • Il libero professionista (che può essere libero professionista titolare di partita IVA e iscritto alla gestione separata o iscritto ad una cassa ben precisa) svolge un’attività economica per terzi realizzata tramite lavoro intellettuale. Rientrano in questa categoria, ad esempio, gli avvocati, gli ingegneri, i notai, gli architetti, i designer, i critici d'arte, ecc. 
  • La ditta individuale è invece un’attività di impresa costituita da un solo titolare che esercita una professione volta a produrre o scambiare beni o servizi (artigiani e commercianti). Un ditta individuale deve inoltre essere sempre iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio della propria provincia di riferimento.

Qual è la scelta giusta per avviare la propria attività?

Per chi decide di aprire una partita IVA (qualsiasi sia il regime) e si trova davanti alla scelta di essere libero professionista o di costituire una ditta individuale, i dubbi sono molti: questa decisione avrà conseguenze in ambito fiscale, previdenziale e contributivo. Ma per capire quale sia l'opzione migliore, è necessario capire la principale differenza tra queste due categorie e quando si applicano: al contrario di coloro che avviano una ditta individuale, i liberi professionisti sono coloro che -  nello svolgimento della loro attività - eseguono un lavoro autonomo intellettuale.

Possono essere professionisti iscritti ad un albo o ad un ordine professionale (psicologi, medici, avvocati, architetti, notai) oppure si può trattare anche di professioni senza un ordine di appartenenza (project manager, designer, programmatori, ecc.). Sono invece i lavoratori autonomi che svolgono un’attività manuale o professionale in modo artigianale (parrucchieri, idraulici, elettricisti, pasticceri, commercianti) ad optare per un inquadramento sotto forma di ditta individuale.

Avvio dell'attività: come fare per aprire partita IVA

Immagini di scegliere a breve la forma giuridica del libero professionista? Devi allora sapere che un libero professionista per avviare la propria attività lavorativa deve necessariamente aprire la partita IVA e possibilmente dotarsi di un conto business per partita IVA. Per aprire partita IVA il modo migliore è quello di affidarsi a un servizio specializzato e completamente online.

In alternativa può consegnare il modello AA9 all'Agenzia delle Entrate fisicamente o tramite il web. Può infatti farlo inviando inviando la propria richiesta di apertura online (tramite l'apposito sito) o recandosi presso uno degli uffici dell'Agenzia. Questa modalità lascia spazio a tutti i regimi, vale sia per il regime forfettario che per il regime ordinario. Qualora ci si trovasse in difficoltà, può essere utile scegliere di chiedere aiuto anche ad esperti contabili o commercialisti. Apertura partita IVA procacciatore d'affari? Anche per il procacciatore d'affari il procedimento per l'apertura della partita IVA è lo stesso. A cambiare è il codice ATECO.

Il ruolo dell'INPS

Oltre all'apertura della partita IVA, il percorso per le ditte individuali prevede l’apertura di una posizione assicurativa INAIL, la richiesta di iscrizione al Registro delle Imprese, ed infine l’iscrizione all’INPS, qualora fossero previsti dei dipendenti. 

Differenze fiscali: le imposte dirette

Le ditte individuali sono tassate secondo il c.d. “principio di competenza”, secondo cui le tasse sono calcolate sul reddito imponibile annuale determinato dai costi e ricavi manifestati nell’esercizio. I liberi professionisti vengono invece tassati sulla base dei compensi e dei costi realmente percepiti nel periodo d’imposta, secondo il c.d. "principio di cassa".

Ditta individuale gestione finanziaria

Può essere inoltre molto utile aprire un conto corrente per ditte individuali o professionisti con partita IVA tradizionale o un conto business online, proprio come Qonto.

Per scegliere il miglior conto per ditta individuale o conto corrente per libero professionista, devi conoscere i tuoi bisogni professionali e affidarti ad un comparatore di conti correnti tradizionali o di conti business online. Aprire un conto corrente per ditta individuale? Può essere molto semplice e rapida se si sceglie un conto business online come Qonto. Ti consigliamo inoltre di fare molta attenzione per evitare il pignoramento del conto.

Obbligo di iscrizione al Registro imprese e ruolo dell'INPS

Una delle più importanti differenze tra liberi professionisti e ditte individuali riguarda l’obbligo per questi ultimi di iscriversi al Registro delle Imprese. Questa iscrizione avviene  tramite presentazione della “comunicazione unica” (ComUnica), ovvero una pratica informativa contenente tutti i dati del richiedente: si tratta di una parte fondamentale nella costituzione della ditta individuale che comunica ufficialmente l’inizio dell’attività.

Le differenze dal punto di vista previdenziale: INPS e gestione separata

Un professionista può essere iscritto ad una cassa professionale specifica o essere libero professionista titolare di partita IVA e iscritto alla gestione separata. Le differenze dal punto di vista contributivo sono molte, poiché si vedono sovrapporre differenze anche all’interno delle due categorie finora esaminate.

I professionisti infatti hanno due opzioni: se fanno parte di un ordine, dovranno versare i contributi alla propria cassa professionale a differenza degli autonomi. Se al contrario non aderiscono ad un ordine di appartenenza, devono versare i propri contributi alla “Gestione separata INPS”: in questo caso si parla di libero professionista titolare di partita IVA e iscritto alla gestione separata.

Ditta individuale gestione: che tipologia scegliere?

Le ditte individuali invece, come gli artigiani o commercianti, dovranno iscriversi alla Gestione IVS per Artigiani e Commercianti proposta dall’Inps. Ad ogni modo - così come previste dalle relative leggi e normative - le imposte sono simili a parità di reddito simili, seppur calcolate in maniera differente.

Ragione sociale e ditta

Nelle società di persone, la ragione sociale costituisce il nome - anche di fantasia - con cui l’attività viene iscritta al Registro delle Imprese. La ragione sociale deve contenere almeno il nome di uno dei soci e indicare l'indicazione del rapporto sociale. Le caratteristiche di una ragione sociale variano a seconda della forma giuridica in questione. Ditta e ragione sociale sono necessariamente registrati nel Registro delle Imprese e presso la Camera di Commercio. I liberi professionisti, invece, non possono dare un nome alla loro attività se non quando sono in procinto di aprire anche loro una società da registrare presso gli uffici competenti.

Il caso degli agenti di commercio e procacciatori di affari

Uno dei casi più interessanti inerenti alla scelta tra l'essere professionista o ditta è quello degli agenti di commercio e dei procacciatori di affari, comunemente detti “intermediari”. Sebbene possano sembrare liberi professionisti, in realtà si tratta di imprenditori individuali che devono quindi essere iscritti al Registro delle Imprese. Inoltre, gli agenti di commercio devono versare i contributi ai fini previdenziali sia alla gestione  commercianti sia alla propria cassa di appartenenza: l’ENASARCO.

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