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Se hai la Partita IVA, devi versare i contributi all’INPS oppure alla tua cassa previdenziale privata.
Anche se ti può sembrare di rinunciare ad una parte di quanto hai guadagnato, versare i contributi ti permetterà di finanziare la tua pensione, eventuali prestazioni di sostegno al reddito ed ammortizzatori sociali.
Un professionista può aiutarti per qualsiasi tipo di domanda o di dubbio in materia fiscale, così da muoversi con maggiore consapevolezza.
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Abbiamo detto che dovrai versare i contributi all’INPS o ad una cassa privata, ma da cosa dipende questa scelta?
Se esiste una cassa privata per svolgere il tuo lavoro, come nel caso degli architetti o dei medici, non dovrai versare nulla all’INPS, ma direttamente alla cassa.
Anche in questo caso, i soldi che verserai serviranno per finanziare la tua pensione, prestazioni a sostegno del reddito o ammortizzatori sociali.
Se non esiste una cassa privata di riferimento per la tua attività, e quindi sei iscritto o alla gestione artigiani e commercianti oppure alla gestione separata, dovrai invece versare i tuoi contributi all’INPS.
In questo articolo approfondiremo insieme questo secondo caso, cercando di capire meglio come funzionano i contributi INPS per artigiani e commercianti e in caso di gestione separata e se ci sono agevolazioni alle quali puoi accedere.
Se svolgi un lavoro di tipo artigianale o commerciale, quindi un’attività attività è organizzata per produrre o scambiare beni o servizi, devi pagare i contributi alla gestione artigiani e commercianti INPS. Questo, solo per fare qualche esempio, vale nel caso di e-commerce, idraulici, parrucchieri, adv specialist, tatuatori, eccetera.
Se rientri in questa categoria di lavoratori autonomi, devi pagare all’INPS due tipi di contributi: fissi e variabili.
Questo è la differenza tra i tuoi incassi e le spese che hai sostenuto per la tua attività. Le spese possono essere sottratte direttamente, come avviene in regime ordinario, oppure essere frutto di una stima, come in regime forfettario.
In ordinario, ad esempio, se hai incassato 90.000€ e hai avuto spese per la tua attività di 20.000€, il tuo imponibile sarà di 70.000€. In forfettario, invece, dovrai usare il coefficiente di redditività, cioè un valore percentuale applicato al totale dei tuoi incassi per distinguere i tuoi profitti dalla quota su cui devi pagare i contributi.
Ad esempio, se hai incassato 20.000€ e il tuo coefficiente di redditività è 78%, pagherai i contributi su 15.600€, quindi 20.000€ x 78%.
Per chiarire meglio i concetti che abbiamo visto, facciamo un esempio: Fabrizio ha un e-commerce in regime forfettario ed ha incassato 50.000€.
In questo caso, il suo coefficiente di redditività è del 40%, quindi l’imponibile netto si calcola facendo 50.000€ x 40% = 20.000€
Da qui, possiamo calcolare i contributi:
Se sei artigiano il calcolo sarà lo stesso, con la quota di contributi fissi e variabili prevista per la tua categoria.
Facciamo un esempio anche per la gestione separata: Giulia è una copywriter in regime forfettario che ha incassato 20.000€.
In questo caso, il suo coefficiente di redditività è 78%, quindi calcolerà i contributi su 15.600€, quindi 20.000€ x 78%.
I contributi da versare alla gestione separata saranno quindi 15.600€ x 26,23% = 4.092€
Le scadenze per il pagamento dei contributi sono diverse a seconda che si tratti di quota fissa e quota variabile.
Dovrai pagare i contributi fissi in quattro rate, che sono:
I contributi variabili, invece, dovranno essere pagati in due date diverse, che sono il 30 giugno e il 30 novembre.
Se ti affidi a un commercialista esperto, sarà lui a ricordarti gli adempimenti in scadenza. Con Fiscozen ne hai uno dedicato, sempre disponibile al telefono e via mail.
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La gestione separata INPS è la cassa a cui devi iscriverti se non sei un artigiano o un commerciante e non hai una cassa privata di categoria. Ad esempio, se sei un copywriter o un grafico.
Per capire quanti contributi devi pagare, anche in questo caso è essenziale trovare il tuo imponibile netto. Su questo valore devi applicare una percentuale di contributi che varia di anno in anno e che, per il 2023, è pari al 26,23%.
Questo metodo di calcolo è vantaggioso perché non prevede costi fissi e si basa solo sugli incassi: se un anno dovessi incassare 0€ non avresti contributi da pagare.
Le scadenze per il pagamento dei contributi sono le stesse che abbiamo visto per i contributi variabili in gestione artigiani e commercianti.
Infatti, il 30 giugno pagherai il saldo dell’anno precedente e primo acconto del 40% per l’anno corrente e il 30 novembre il secondo acconto del 40% per l’anno corrente.
Gli acconti si calcolano sull’incasso dell’anno precedente, con il presupposto che quest’anno tu abbia un incasso uguale. Quando in fase di dichiarazione dei redditi sarà chiaro quanto effettivamente hai incassato, sarà calcolato il saldo da versare sulla base del calcolo effettivo.
Oltre agli importi dei contributi e alle loro scadenze, è utile conoscere anche le agevolazioni previste. Queste, però, valgono per una sola categoria di quelle analizzate: gli artigiani e commercianti INPS.
Se appartieni a questa categoria e sei ini regime forfettario, quindi quello agevolato, puoi richiedere due benefit importanti.
Il primo riguarda la riduzione del 35% sui contributi da versare, sia fissi che variabili. In questo caso, i tuoi contributi verranno ripartiti su un numero di mensilità inferiore. Ad esempio, se versi solo i contributi fissi con la riduzione, per la pensione ti verranno conteggiati 8 mesi di versamento invece che 12.
Oppure puoi essere esonerato dal versamento dei contributi se hai un lavoro dipendente full-time insieme alla tua Partita IVA. Questo perché sarà il tuo datore di lavoro a pagare l’INPS per te e non dovrai farlo due volte.
Se vuoi saperne di più, con Fiscozen puoi ricevere una consulenza gratuita e senza impegno con un esperto fiscale che risponderà a tutte le tue domande sulla Partita IVA.