Paga tasse, tributi e contributi online direttamente dall'app di Qonto

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Articolo a cura del Dottore Commercialista Giovanni Emmi.
Prima di analizzare insieme la tassazione di una Partita IVA, facciamo chiarezza su un aspetto importante, ossia le differenze fra tasse e imposte. Questo può sembrare un dettaglio minore, ma in realtà riflette una comprensione più ampia di come funziona il nostro sistema fiscale.
Quindi, che differenza c'è tra tasse e imposte?
Tassa e imposta non sono sinonimi. Entrambe rientrano nella categoria più ampia dei tributi, che sono prelievi coattivi dello Stato o altri enti pubblici sulla ricchezza dei contribuenti. Ma la loro natura e scopo sono diversi.
Possiamo quindi immaginare le imposte come un contributo obbligatorio per tutti, previsto dalla Costituzione italiana; le tasse sono invece assimilabili a un pagamento per servizi specifici.
Chiarito questo aspetto, andiamo adesso ad analizzare qual è la tassazione di una Partita IVA in Italia e che differenze ci sono in base alla tipologia e al regime fiscale.
Il regime forfettario è una scelta fiscale che offre notevoli vantaggi, in particolare per la piccola impresa e il libero professionista. Questo regime permette di pagare un'imposta sostitutiva fissa, riducendo così il carico fiscale e amministrativo.
Dal 2023 il limite di fatturato per essere una Partita IVA forfettaria è stato aumentato a 85.000 euro, permettendo così a un maggior numero di imprenditori e liberi professionisti di accedere a questo regime. Il superamento del limite obbliga alla fuoriuscita dal regime per l’anno successivo.
Tuttavia, è importante notare che superando i 100.000 euro di ricavi, si perde immediatamente l'accesso a questo regime e si passa a quello ordinario di determinazione dell’iva e del reddito.
Un elemento chiave del regime forfettario è la possibilità di pagare una flat tax, o aliquota sostitutiva, che è fissata al 15%. Tuttavia, per i nuovi aderenti (se rispettano certi requisiti), la tassa è solo del 5% per i primi cinque anni.
I contributi previdenziali, da versare alla Gestione Separata INPS o alle casse professionali specifiche, sono calcolati in percentuale sul reddito imponibile. Ad esempio, per un traduttore con un fatturato di 40.000 euro e un coefficiente di redditività del 78%, il reddito imponibile sarà 31.200 euro, e i contributi INPS si baseranno su questo importo. Per gli iscritti alla gestione IVS artigiani e commercianti è possibile ridurre del 35% l’incidenza della previdenza.
Per una Partita IVA forfettaria, l'obbligo principale in termini di contabilità è la conservazione delle fatture emesse in ordine progressivo, utili per la dichiarazione dei redditi. Dal 2024 è stato introdotto l'obbligo di fatturazione elettronica anche per i forfettari, con lo scopo di contrastare l’evasione fiscale.
Per una Partita IVA forfettaria, l'obbligo principale in termini di contabilità è la conservazione delle fatture emesse in ordine progressivo, utili per la dichiarazione dei redditi. Dal 2024 è inoltre stato introdotto l'obbligo di fatturazione elettronica anche per il regie forfettario, con lo scopo di contrastare l’evasione fiscale.
La contabilità semplificata per le imprese minori, con i nuovi limiti in vigore dal 2023, prevede che i soggetti con ricavi annui non superiori a 500.000 euro per prestazioni di servizi, o 800.000 euro per altre attività, siano esonerati dalla tenuta delle scritture contabili ordinarie.
Devono, però, tenere un registro cronologico dei ricavi percepiti e delle spese sostenute, con annotazioni dettagliate. Questo regime si estende automaticamente di anno in anno se non si superano i suddetti limiti. È possibile optare per il regime ordinario, con effetto dall'inizio del periodo d'imposta in cui viene esercitata l'opzione, vincolante per almeno tre anni. Rivenditori e distributori hanno considerazioni speciali per il calcolo dei limiti di ammissione a questi regimi semplificati.
Oltre al registro cronologico sono obbligati a tenere i registri Iva previsti dalla loro specifica attività:
- Registri Iva Vendite
- Registri Iva Acquisti
- Registri dei Corrispettivi
Il regime di contabilità ordinaria, stabilito dal DPR 600/1973, è obbligatorio per le società di capitali (come SPA, SRL, cooperative) e per le imprese individuali e le società di persone che superano certi limiti di fatturato. Per le attività di servizi, il limite è di 500.000 euro, mentre per altre attività è di 800.000 euro.
Nel regime ordinario, sono richiesti diversi libri contabili oltre i registri IVA.
Sono obbligatori per tutti il libro giornale e il libro degli inventari; il registro dei cespiti ammortizzabili non è obbligatorio se le relative annotazioni sono effettuate sul libro degli inventari.
Per le SRL sono obbligatori anche i libri sociali come libro verbali delle assemblee e libro verbali del consiglio di amministrazione.
In caso di presenza del collegio sindacale è obbligatorio il libro dei verbali del collegio sindacale.
Per le SPA, SAPA e cooperative è obbligatorio anche il libro dei soci che, nel caso delle SRL è tenuto dal registro delle imprese.
Il regime ordinario implica una gestione contabile dettagliata e precisa, seguendo il principio di competenza per la determinazione del reddito. Un ruolo fondamentale è quello della registrazione dei movimenti bancari, che devono essere puntuali e dettagliati, per evitare eventuali accertamenti fiscali.
In questo caso è molto utile l’utilizzo di soluzioni fintech evolute come Qonto che tracciano alla perfezione tutti i movimenti sui conti bancari, migliorando l’assessment contabile dell’azienda.
“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”
Un principio sancito dalla nostra Costituzione che è stato trasferito nel nostro sistema tributario.
Le imposte sono, come si diceva prima, la tangibile applicazione dell’articolo 53 della Costituzione della Repubblica Italiana e si distinguono in dirette e indirette.
Sulla base di questo principio, colpiscono direttamente o indirettamente il cittadino in funzione della sua capacità contributiva, con applicazioni e caratteristiche diverse.
Le imposte dirette colpiscono direttamente la ricchezza esistente o quella generata dal cittadino.
Le imposte indirette si applicano ai trasferimenti di ricchezza oppure ai consumi, in entrambi i casi colpiscono la ricchezza contributiva dei soggetti che hanno maggiore capacità di spesa.
Alcuni esempi sono:
Calcolatore di IVA
Se hai bisogno di aggiungere o scorporare l'IVA dai prezzi di vendita, puoi usare il calcolatore di IVA online e gratuito di Qonto.
Le Partite IVA in regime forfettario non versano alcuna di queste imposte per i redditi professionali o di impresa, al contrario versano un'imposta c.d. sostitutiva di tutte queste imposte e dell'IVA.
Le Partite IVA in regime semplificato o ordinario, invece, versano le imposte secondo i criteri sopra indicati, con un distinguo se si tratta di persone fisiche o persone giuridiche. Le persone fisiche e le società di persone (snc, sas, s.s.) sono soggette a IRPEF, invece le società di capitali, enti e cooperative, sono soggetti a IRES.
L’IRAP ha una applicazione variabile e, progressivamente, viene sempre più circoscritta, essendo in previsione un suo annullamento
(L’annullamento dell’IRAP rappresenta potenzialmente un problema in quanto, attualmente, l’imposta finanzia principalmente il Servizio Sanitario Regionale.)
Tutti i soggetti in contabilità semplificata e ordinaria versano l’IVA, con un sistema di detrazione di imposta da imposta, oppure con regimi speciali di tassazione in caso di presenza di regimi particolari.
Dal 2024 le aliquote fiscali sono le seguenti per tutte le imposte:
Fino a 28.000 euro: 23%
Da 28.001 a 50.000 euro: 35%
Oltre 50.000 euro: 43%
La riforma fiscale dell'IRPEF che è entrata in vigore nel 2024, ha introdotto diverse modifiche, oltre alla riforma degli scaglioni IRPEF, ridotti da 4 a 3 con percentuali diversi.
Ecco cosa è cambiato:
Vediamo ora come funzionano le detrazioni e le deduzioni per le Partite IVA. Clicca qui per capire qual è la differenza tra deduzione e detrazione.
L'inerenza dei costi è una condizione fondamentale per la loro deducibilità dal reddito d'impresa o di lavoro autonomo.
Un costo è considerato inerente quando è strettamente connesso alla produzione del reddito. Tassare un reddito lordo senza considerare le spese necessarie per generarlo sarebbe una misura della ricchezza solo apparente.
Questo principio, già radicato nelle concezioni filosofiche ed economiche, è stato applicato nelle scienze aziendali. La misurazione del risultato economico di un esercizio avviene così tramite la contrapposizione tra costi e ricavi che devono essere inerenti.
Poi vi sono alcune spese che, per loro natura o per disposizione specifica tributaria, hanno una deducibilità limitata o parziale.
Si tratta ad esempio delle spese di pubblicità e rappresentanza che sono spesso oggetto di attenzione nell'ambito della deducibilità fiscale. Per essere deducibili, devono essere inerenti all'attività e documentate adeguatamente, inoltre possono subire delle limitazioni da un punto di vista della percentuale di detrazione.
Alcune spese possono essere deducibili solo in parte. Ne sono un classico esempio due categorie di spese: le spese per autoveicoli, che sono generalmente deducibili in percentuali variabili, in funzione dell'uso effettivo dell'autoveicolo per attività professionali, e le spese telefoniche,che possono essere dedotte in parte, basandosi sull'uso stimato per attività professionali.
Vi sono poi alcune spese espressamente escluse dalla deducibilità per disposizione fiscale.
Per le Partite IVA italiane, sul sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile trovare diverse risorse utili, principalmente software, che permettono di interagire con l’agenzia fiscale italiana in sicurezza e semplicità.
Una rassegna di tool e di calcolatori per semplificare alcune operazioni o, semplicemente, per accompagnare professionisti e PMI nella scelta di apertura di una Partita IVA, è disponibile qui.
Se hai una ditta individuale, forse ti può interessare leggere l'articolo sulla tassazione delle ditte individuali.
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