Apertura della Partita IVA
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Quando vuoi aprire un’attività in autonomia, è facile fare confusione tra lavoratore autonomo, libero professionista, Partita IVA e ditta individuale. Sono termini spesso usati come sinonimi, ma non indicano sempre la stessa cosa.
La differenza non è solo teorica: può incidere su apertura dell’attività, costi, contributi, obblighi e gestione fiscale. Per questo è importante capire subito cosa cambia tra le diverse opzioni.
In questa guida vediamo le principali differenze con esempi pratici, gli adempimenti da considerare e i criteri per capire quando può avere senso aprire una ditta individuale.
Per orientarti, conviene distinguere i termini in base alla loro funzione. La Partita IVA ti identifica dal punto di vista fiscale, il lavoro autonomo descrive il modo in cui lavori, il libero professionista è una forma di lavoro autonomo, mentre la ditta individuale è un’attività d’impresa intestata a una persona fisica.
Nella seguente tabella trovi le principali differenze:
| Termine | Cosa indica | Caratteristica chiave |
|---|---|---|
|
Partita IVA |
L’identificativo fiscale che ti permette di svolgere un’attività autonoma e fatturare |
Non è una forma di attività ma un identificativo fiscale necessario per fare impresa |
|
Lavoratore autonomo |
Una persona che lavora in proprio, senza rapporto di lavoro dipendente |
È una persona fisica dotata di Partita IVA |
|
Libero professionista |
Una forma di lavoro autonomo basata su competenze professionali, tecniche o intellettuali |
Svolge un’attività basata soprattutto su competenze professionali, tecniche o intellettuali |
|
Ditta individuale |
Un’impresa intestata a una persona fisica |
È un’attività d’impresa commerciale o produttiva legata a una persona fisica |
Di seguito vediamo meglio cosa significa ciascun termine e quali attività puoi svolgere nei diversi casi.
La Partita IVA non è una forma di attività. È l’identificativo fiscale che ti permette di emettere fatture, dichiarare compensi o ricavi e versare le imposte dovute.
La Partita IVA è necessaria per tutti i tipi di attività, sia per le persone fisiche che per le società. La differenza non sta nell’avere o meno la Partita IVA, ma nel modo in cui l’attività viene inquadrata e gestita.
La Partita IVA ti permette di operare e fatturare in modo autonomo, ma non ti permette di per sé di esercitare qualsiasi tipo di attività.
Con la Partita IVA puoi, ad esempio:
La Partita IVA non basta da sola a definire cosa puoi fare: contano il tipo di attività, il codice ATECO, il regime fiscale e gli eventuali obblighi di iscrizione.
Per valutare anche l’impatto economico dell’avvio, puoi approfondire nel nostro articolo dedicato ai costi per aprire una Partita IVA.
Il lavoratore autonomo è chi svolge un’attività in proprio, senza essere dipendente da un datore di lavoro. Può offrire servizi o prestazioni professionali a clienti privati, aziende o enti pubblici.
È una categoria ampia: può includere liberi professionisti, consulenti, freelance e altre persone che lavorano per conto proprio.
Come lavoratore autonomo puoi svolgere attività basate soprattutto sulle tue capacità, sul tuo tempo o su un servizio specifico.
Ad esempio, puoi:
In questi casi, il centro dell’attività è la prestazione che offri. Non vendi prodotti né gestisci una struttura commerciale, ma metti a disposizione competenze e lavoro autonomo per uno o più clienti.
Il libero professionista è un lavoratore autonomo che svolge un’attività basata soprattutto su competenze professionali, tecniche o intellettuali.
Può essere iscritto a un albo, come nel caso di avvocati, architetti o commercialisti. In altri casi, può lavorare senza albo, come accade per consulenti, designer, copywriter, traduttori o sviluppatori freelance.
Come libero professionista puoi offrire servizi specialistici a clienti privati, aziende o enti. Per esempio, puoi:
La ditta individuale è un’attività d’impresa intestata a una sola persona fisica. Non è una società: il titolare gestisce l’attività, prende le decisioni e risponde degli obblighi e dei risultati economici.
Di solito viene usata quando l’attività ha una componente organizzata, ad esempio vendita di prodotti, attività artigianale, gestione di un negozio, servizi al pubblico, strumenti, fornitori o canali commerciali.
Con una ditta individuale puoi avviare e gestire un’attività d’impresa senza costituire una società. Per esempio, puoi:
Rispetto al lavoro autonomo professionale, qui il punto non è solo la prestazione che offri. Conta anche il modo in cui l’attività è organizzata: rapporto con il pubblico, vendita, fornitori, attrezzature, spazi o canali di vendita.
Aprire una ditta individuale può essere la scelta più adatta quando l’attività non si basa solo su una prestazione professionale, ma richiede un’organizzazione d’impresa: vendita, strumenti, fornitori, spazi, canali commerciali o rapporto diretto con il pubblico.
In particolare, può avere senso se:
La differenza tra lavoratore autonomo e ditta individuale si vede anche negli adempimenti. Alcuni riguardano l’avvio dell’attività, altri la gestione quotidiana di fatture, contributi, scadenze e obblighi amministrativi.
Per avviare la tua attività da lavoratore autonomo o libero professionista devi aprire Partita IVA, scegliere il codice ATECO, individuare il regime fiscale e capire quale gestione previdenziale si applica alla tua attività.
Se apri una ditta individuale, invece, alla Partita IVA devi considerare altri passaggi che dipendono dall’attività che intendi avviare.
Tra gli aspetti da verificare ci sono:
Questi passaggi dipendono dall’attività che vuoi svolgere. Per questo, prima di iniziare, è importante verificare se puoi lavorare come libero professionista o se devi aprire un’attività d’impresa. Puoi approfondire la procedura nella nostra guida su come aprire una Partita IVA.
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Dopo l’apertura, devi gestire fatture, incassi, dichiarazioni, contributi e scadenze periodiche. Questo vale sia per chi lavora come autonomo o libero professionista sia per chi apre una ditta individuale.
Con una ditta individuale, però, possono aggiungersi altri adempimenti legati alla Camera di Commercio, all’INAIL, al SUAP o ad autorizzazioni specifiche per il settore in cui operi. Per questo la gestione può essere più articolata rispetto a quella di un professionista che offre prestazioni professionali in autonomia.
In entrambi i casi, separare i movimenti personali da quelli dell’attività ti aiuta a leggere meglio incassi, spese, imposte e contributi.
Per approfondire il tema relativo alla scelta di un conto per la tua attività, puoi leggere i nostri articoli sulla scelta del conto per ditte individuali e l’obbligatorietà del conto per Partite IVA.
Prima di avviare la tua attività è importante poter sciogliere eventuali dubbi e scegliere in modo consapevole.
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