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Lavoratori con partita IVA: conto corrente business obbligatorio?

L’obbligo di aprire un conto corrente business è previsto solo per le persone giuridiche, quindi per quelle aziende e realtà imprenditoriali (Srl, Spa, Snc, Sas) che necessitano di una gestione separata. La stessa linea però non vale per i liberi professionisti.

Il decreto Bersani 4/7/2006 n. 233 ha stabilito per i titolari di partita IVA il versamento di crediti fiscali e previdenziali attraverso sistemi di pagamento telematici e quindi necessariamente di avere un conto corrente. Dal 2008 però il conto corrente business non è obbligatorio per tutte le partite IVA. L’art. 32 del decreto legge 112 ha infatti abrogato il comma che istituiva l'obbligo il conto corrente aziendale per lavoratori autonomi.

Non ci sono altre disposizioni normative che affermino lo stesso e per questo è anche possibile avere un conto promiscuo, anche se sconsigliabile. Chiaramente questo decreto legge elimina l'obbligo di conto corrente aziendale anche per liberi professionisti.

In sostanza coloro che sono iscritti alla Camera di Commercio e tutti coloro che lavorano in modo autonomo anche se con partita IVA non sono obbligati ad operare mediante un conto distinto da quello personale. Sebbene non sia obbligatorio avere più conti correnti, appare tuttavia chiaro il beneficio di aprire un conto corrente per lavoratori autonomi. Lavorare a partita IVA può diventare infatti più semplice. Esistono inoltre alcuni conti correnti aziendali con zero spese nascoste: si stratta dei conti online come Qonto.

Conto corrente Partita IVA: documenti necessari

I documenti necessari per aprire un conto corrente business sono differenti rispetto a quelli che vengono presentati comunemente per avviare la richiesta di conti correnti individuali.

È innanzitutto importante avere i dati da inserire nel conto, quindi tutto ciò che concerne l’attività. Indispensabile avere codice fiscale e il numero di partita IVA rilasciata dall’Agenzia delle Entrate. Per aprire questa tipologia di conti, possono anche essere necessari documenti fiscali per i controlli ai fini dell’autorizzazione.

Ovviamente, scegliere di aprire un conto corrente aziendale online semplifica tutta la procedura e la rende più snella e rapida in quanto, com’è risaputo, è possibile effettuare la richiesta online e aprire il proprio conto corrente business in poche mosse, risparmiando molto tempo.

I documenti fiscali e personali richiesti per aprire questi conti possono variare poi a seconda della forma giuridica dell'attività imprenditoriale.

Forme giuridiche dei lavoratori indipendenti

Vediamo nel dettaglio quali sono però le differenze tra tutte queste figure che convergono sotto il nome di lavoratori indipendenti, tenendo bene a mente che la partita IVA è obbligatoria per tutti quei professionisti che svolgono un'attività abituale e continuativa (diversa dalla prestazione occasionale).

Lavoratore Autonomo – il codice civile all’articolo 2222 definisce questa figura come una persona fisica che compie, dietro pagamento, un’opera o un servizio nei confronti di un committente. Si tratta quindi di coloro che oggi vengono comunemente denominati freelance, molto spesso iscritti ad un albo professionale: si va dall’avvocato al fisioterapista al consulente di marketing. Questi lavoratori (spesso vincolati da un contratto di lavoro autonomo occasionale qualora si tratta di lavoro occasionale) sono tenuti comunque all’apertura della partita IVA, ciò avviene in modo facile e veloce e non sono obbligati a sottoscrivere un conto corrente business (sebbene sia consigliato).

Libero Professionista – colui che opera liberamente senza subordinazione viene descritto, come il lavoratore autonomo, nell’articolo 2222 del codice civile. Questa figura differisce dal lavoratore autonomo in quanto più che offrire servizi pratici offre contenuti intellettuali. Questa categoria di lavoratori non è tenuta ad iscriversi al Registro delle Imprese e la tassazione rispetta il principio di cassa, vengono tassati solo i compensi incassati nel periodo d’imposta. Si tratta comunque di una figura per certi versi molto simile al lavoratore autonomo, da cui differisce solo per delle sottili divergenze. Nemmeno i liberi professionisti sono dunque obbligati ad aprire un conto corrente "professionale".

Imprese Individuali – la figura dell’imprenditore individuale viene delineata dall’articolo 2082 del codice civile. Si tratta del soggetto che esercita un’attività economica organizzata a scopo professionale che prevede lo scambio di beni e servizi. In questo caso la ditta individuale si può sviluppare o sotto forma di persona fisica o come soggetto giuridico. Questi sono gli artigiani e i commercianti. Questi sono obbligati a registrarsi alla Camera di Commercio ma, se persone fisiche, non sono tenuti ad aprire un conto corrente per imprese individuali. Le ditte individuali sono obbligate ad aprire un conto corrente aziendale (conto corrente per ditta individuale).

Differenza tra ditta individuale e impresa individuale

Vediamo inoltre la differenza impresa individuale e ditta individuale, spesso confuse:

  • La ditta individuale è la forma giuridica utile per l’avvio di un’attività propria. Non è previsto un minimo di capitale o particolari requisiti per l’apertura. La ditta individuale prevede come unico responsabile della gestione l’imprenditore, non vi è quindi separazione tra l’azienda e la persona, responsabile anche con il patrimonio personale. Aprire una ditta individuale è facile e non è previsto l’obbligo di aprire un conto corrente in quanto lavoratori indipendenti.
  • L’impresa individuale invece è un’attività svolta da un solo soggetto che può avvalersi dell’ausilio di collaboratori pur restando unico gestore dell’impresa. Il codice civile all’articolo 2082 delinea i punti dell’esercizio di questa professione che viene effettuata in modo sistematico e prevede un ritorno economico al fine di scambiare beni o servizi. Le imprese individuali sono obbligate ad aprire un conto corrente aziendale.

Si tratta dunque di due facce della stessa medaglia, una con un tono più aziendale e l'altra dal carattere puramente individuale. Tuttavia nessuna delle due prevede degli obblighi circa l'apertura di un conto corrente separato per la gestione ma è vivamente consigliato dal momento che potrebbe generarsi molta confusione nell'avere un conto corrente privato e personale su cui far convergere anche i propri guadagni. Al di là di quanto previsto dalla legge è sempre ottimale scegliere di aprire un conto corrente aziendale da dedicare in modo esclusivo alla propria attività lavorativa.

Regimi fiscali per lavoratori con P.IVA

I regimi fiscali per lavoratori con P. IVA sono vari ed è molto importante capire quale di questi si adatta meglio alle proprie esigenze. I principali sono:

  • Regime forfettario, rivolto a tutti i professionisti e alle piccole imprese che scelgono di lavorare in proprio. Ha dei limiti di fatturato e la tassazione è bassa rispetto agli altri, la differenza sostanziale è anche la semplificazione dal punto di vista burocratico.
  • Regime semplificato, è quello in cui confluiscono tutti coloro che non hanno i requisiti per accedere al regime forfettario e le ditte individuali che hanno superato i limiti di fatturato previsti dal regime forfettario. Rientrano solitamente le imprese individuali e le società di persone. In questo regime i contribuenti sono tenuti ad avere dei Registri appositi per ogni parte dell’attività e sono tenuti al pagamento dell’IRPEF, dell’IRAP e dell’IVA.  
  • Regime ordinario, è applicato a professionisti ed imprese che superano il regime semplificato, obbligatorio per le società per azioni, società a responsabilità limitata ed enti pubblici. Anche in questo caso bisogna tenere dei Libri contabili su tutti i movimenti e sulle spese.

Previdenza sociale dei lavoratori indipendenti

La previdenza sociale per i lavoratori dipendenti si occupa di tutelare la figura del lavoratore ed eventualmente la sua famiglia. Fornisce un valido aiuto in caso malattia, maternità ed è fondamentale per il conseguimento della pensione.

Quando si parla di contributi si pensa immediatamente all’INPS, tuttavia è bene chiarire che i lavoratori autonomi devono iscriversi alla gestione separata e all’albo provinciale di competenza della propria professione. I giornalisti dovranno quindi iscriversi all’ordine e all’INPGI, i commercialisti alla Cassa Nazionale come i ragionieri e i geometri, ingegneri e architetti dovranno iscriversi all’Inarcassa, gli infermieri all’Enpapi, chimici, agronomi, forestali, geologi all’EPAP.

A questi andranno versati in modo autonomo i contributi e quanto dovuto per maturare i benefici sia a livello pensionistico che per le coperture in caso di malattia o gravidanza. Ognuna di queste casse opera in modo differente e prevede delle spese e delle tariffazioni univoche, per tale motivo è necessario rivolgersi a quella di competenza per tutti i dettagli.

Partita IVA: i vantaggi in confronto alle società

La partita IVA rappresenta la scelta per eccellenza di tutti coloro che decidono di mettersi in proprio. Tuttavia non è l’unica possibilità per i liberi professionisti che possono anche scegliere di aprire una ditta individuale o società.

La ditta individuale non richiede particolari adempimenti ma è comunque necessario aprire una partita IVA, non bisogna versare capitali o sostenere grandi spese ed è abbastanza facile da gestire. Tuttavia quando si decide di aprire una società incorrono una serie di spese ed oneri che vanno a complicare l’intero quadro.

La differenza principale per cui conviene aprire una partita IVA piuttosto che dare vita ad una società è la spesa. Per la prima come ditta individuale occorre sostenere le spese legate all’iscrizione presso la Camera di Commercio (diritti di segreteria, marca da bollo, diritto camerale ed eventuale parcella del commercialista) mentre per la società la situazione è più complessa.

Questa prevede innanzitutto una serie di possibilità, tutte comunque con profonde differenze. Aprire una società vuol dire sostenere dei costi, rivolgersi ad un notaio, sottoscrivere un capitale minimo, aprire la partita IVA, iscriversi al registro delle imprese, all’INPS o all’INAIL e versare tutta una serie di imposte previste dalla legge.

Nel complesso dunque appare chiara la principale differenza tra aprire semplicemente la partita IVA e dare vita ad una società di capitali o di persone. La contabilità di queste ultime inoltre è più complessa, vi sono dei costi di gestione notevoli e una maggiore burocrazia ma è anche vero che con la società è possibile svolgere attività economica anche con altri limitando il rischio personale.