May 22, 2020 by Qonto Italia

Aprire una partita IVA? Tutti i dettagli e i suggerimenti

Come fare per aprire una partita IVA? Scoprilo con noi e prova Qonto, il conto corrente online che semplifica la quotidianità finanziaria e contabile di tutti i professionisti.

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Aprire partita IVA: scopri tutti i dettagli e gli obblighi normativi

Per aprire una partita IVA, bisogna seguire alcuni passaggi. Ma, prima di tutto, è opportuno capire di cosa si tratta e quali categorie lavorative implica. La partita IVA è un codice alfanumerico che serve per identificare un contribuente, ovverosia una società o una persona fisica titolare della medesima partita IVA.

Quando aprire una partita IVA?

L'obbligo di aprire una partita IVA coinvolge i liberi professionisti iscritti o meno ad un alto professionale e tutti coloro che esercitano un'attività economica abituale e continuativa attraverso un'impresa commerciale, industriale, artigiana o tramite una ditta individuale. A definire in modo specifico tutti i dettagli è certamente la legge. Vedremo insieme quali sono i riferimenti normativi e tutti i dettagli relativi all'apertura di una partita IVA.

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Partita IVA: conto corrente obbligatorio?

I titolari di una partita IVA non sono obbligati ad utilizzare un conto corrente dedicato. Però, aprire un conto corrente adatto alle esigenze dei titolari di partita IVA come Qonto consente di gestire al meglio l'attività professionale.

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Cos'è l'IVA?

Come emerge dal nome stesso, questo codice alfanumerico è legato al concetto di IVA, ovverosia "Imposta sul Valore Aggiunto": si tratta di un'imposta indiretta applicata sulla produzione o lo scambio di beni e servizi. Sebbene sia anticipata dai titolari della partita IVA, questa tassa è pagata esclusivamente dai consumatori. Il fornitore, infatti, accredita l'IVA al cliente e poi la versa all'Erario utilizzando il modello F24. 

Aprire partita IVA: tutti i dettagli sulla partita IVA

Nonostante si tratti di una tematica vicina a tutti coloro che desiderano fare business, la partita IVA genera sempre molti dubbi. La partita IVA è un numero composto da 11 cifre che serve per identificare un contribuente, ovverosia la società o la persona titolare della partita IVA in questione. In particolare, le prime 7 cifre identificano il nome del titolare, i 3 numeri successivi sono un codice identificativo proprio dell'Agenzia delle Entrate e l'ultima cifra ha un ruolo di controllo. La partita IVA è quindi una semplice sequenza numerica: si tratta di un insieme di cifre che identifica il titolare o l'attività in questione e la sua posizione fiscale.

Aprire partita IVA: quando è necessario farlo?

Partita IVA: di cosa si tratta? Aprire partita IVA? Quando occorre farlo? Quanto costa? Sono molti i dubbi e le domande inerenti alla partita IVA. L'apertura della partita IVA è obbligatoria per alcune categorie e dipende dal carattere più o meno abituale dell'attività svolta. Come previsto dalla legge, aprire partita IVA è un procedimento obbligatorio per chiunque eserciti un'attività economica abituale e continuativa in qualsiasi ambito, tra cui quello commerciale, industriale o nel campo dell'artigianato. Non è possibile aprire una partita IVA temporanea.

A chi si applica la partita IVA?

Quando aprire una partita IVA? La partita IVA è un vero e proprio regime fiscale a cui sono sottoposti tutti coloro che non sono lavoratori dipendenti (ad esempio i commercianti di veicoli, gli elettricisti, i segretari, gli infermieri professionisti, i personal trainer, gli artigiani, i truccatori, i medici che scelgono di non lavorare come dipendenti, etc.). Al contrario, infatti, a dover aprire partita IVA sono ad esempio gli imprenditori e i lavoratori autonomi. Si tratta di un codice identificativo fiscale previsto obbligatoriamente dalla legge anche per i liberi professionisti, sia iscritti ad un ordine professionale che non appartenenti ad una categoria. 

I documenti per aprire una partita IVA: dove trovarli?

Dove trovare tutti i documenti da compilare per aprire partita IVA? Basta accedere al sito internet dell'Agenzia delle Entrate e del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Tutti coloro che sono iscritti al Registro delle imprese o al Repertorio delle notizie economiche e amministrative (Rea) devono seguire la cosiddetta Comunicazione Unica entrata in vigore con il d.l. n. 7/2007. Fondamentale è comunicare all'Agenzia il codice ATECO, un codice alfanumerico che identifica l'attività e che viene fornito all'apertura di quest'ultima.  È possibile inoltre aprire una partita IVA online in modo semplice e rapido. Puoi inviare direttamente online la tua richiesta, compilando i moduli già citati e registrandoti a Fisconline. Qualora avessi bisogno di un supporto, puoi chiedere aiuto ad un esperto esterno. 

 Definizione di attività lavorative occasionale

Ciò che inizialmente può apparire complicato e aleatorio è la definizione di attività lavorativa occasionale, ovverosia della condizione che determina la necessità di aprire partita IVA. A chiarirla sono le normative vigenti. Un lavoro si definisce occasionale quando:

  • La durata della prestazione non supera i 30 giorni.
  • Il costo della prestazione non supera i 5.000€

Quando viene meno una di queste caratteristiche, la prestazione lavorativa è considerata continuativa e abituale. 

Come aprire una partita IVA?

Come già accennato, quando un professionista produce un reddito superiore ai 5.000€, deve presentare all'Agenzia delle Entrate un modulo compilato per comunicare tutti i dettagli relativi alla propria attività lavorativa. Si tratta del modello AA9/12 (impresa individuale e lavoratori autonomi)  in caso di persone fisiche e del modello AA7/10 (società, enti, associazioni, etc.) in caso di soggetti diversi: un foglio che deve essere consegnato entro 30 giorni dall'avvio dell'attività professionale autonoma. Questi documenti devono essere consegnati in duplice copia presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate o in copia unica tramite raccomandata e allegando un documenti di identificazione del dichiarante. Puoi essere utilizzata, come vedremo, anche la via telematica.  

Aprire partita IVA: il ruolo dell'INPS

Quando si apre una partita IVA, è opportuno versare i contributi previdenziali all'INPS ed iscriversi all'INAIL per l'assicurazione obbligatoria. L'iscrizione all'INPS e il pagamento dei contributi varia anche il relazione al tipo di attività svolta, ovverosia in relazione alla cassa di categoria a cui si è iscritti. Le casse professionali sono infatti enti previdenziali di riferimento per tutti i liberi professionisti che devono iscriversi alla propria cassa pensionistica di categoria, come la cassa Gestione separata. Quest'ultima è un fondo pensionistico finanziato con i contributi obbligatori dei lavoratori assicurati. È formata da: 

  • tutte le categorie di liberi professionisti per le quali non esiste una specifica categoria di cassa previdenziale.
  • Da coloro che lavorano con forme di collaborazione coordinata e continuativa, senza specificità giuridiche e previdenziali, e dai venditori a domicilio.

Quanto costa aprire una partita IVA?

Il costo di apertura di una partita IVA genera solitamente confusione: bisogna infatti specificare che si tratta di un procedimento gratuito. A comportare delle spese è, invece, il mantenimento della stessa: per poterle calcolare è opportuno fare una distinzione tra regime forfettario e regime di contabilità ordinaria. Si tratta di due tipologie di regime fiscale, ovverosia di due diversi insiemi di documenti e normative da rispettare con il fine di rispettare la legislazione fiscale. Il regime di contabilità ordinaria è un regime fiscale scelto da chi apre una partita IVA con la consapevolezza di guadagnare molto. Le spese di gestione di una partita IVA con regime di contabilità ordinaria sono, infatti, ingenti ed elevate. Tutti coloro che iscrivono una ditta alla Camera di Commercio dovranno pagare una quota annua che si aggira tra gli 80 e i 100€. A questo si aggiungono non solo i contributi INPS, ma anche il pagamento del commercialista. 

Il regime forfettario

A differenza del regime ordinario, per poter aderire al regime forfettario bisogna averi ricavi non superiori ai 65.000€ annui. Si tratta infatti di un regime agevolato con il quale è possibile beneficiare di aliquote ridotte.Anche se si rispetta questa clausola, sono esclusi da questo tipo di regime:

  • coloro che partecipano già a società di persone, associazioni o imprese familiari. 
  • Coloro che controllano o gestiscono SRL.
  • Non residenti in Italia, ad eccezione di tutti i professionisti che risiedono in uno degli Stati membri dell'Unione europea.

Aprire partita IVA: il regime fiscale a cui aderire

Come già accennato, aprendo la propria partita IVA occorre scegliere il regime fiscale più adatto alle esigenze del proprio business e ai propri incassi. Al momento dell'apertura ci si può avvalere del regime forfettario, ovverosia al quel regime che risponde alle esigenze di attività e di business ancora ridotti (ricavi annui non superiori ai 65.000€). Il regime forfettario prevede infatti semplificazioni contabili e finanziarie assenti nel regime ordinario, come l'imposta unica sul reddito pari al 15%. Al contrario, qualora la tua attività dovesse fruttare un ricavo annuale superiore ai 65.000 € annui, dovrai necessariamente fare riferimento al regime ordinario. La scelta del regime fiscale, quindi, si basa sui ricavi della propria attività. 

Apertura partita IVA e operazioni intracomunitarie

Sono molti i professionisti che al momento dell'apertura della partita IVA o successivamente decidono di compiere operazioni intracomunitarie, come lo scambio di merci o la realizzazione di prestazioni in ambito internazionale. In questo caso, è opportuno dichiarare tale volontà all'Agenzia delle Entrate direttamente nella dichiarazione di inizio attività o inviando un'istanza all'ufficio di competenza. Questo procedimento non ha come fine solo la trasparenza: è infatti importante che i dettagli delle attività siano registrati nell'Archivio Vies dell'Agenzia delle Entrate. Questo tipo di obbligo riguarda tutti coloro che esercitano attività d'impresa, artistica, etc. e tutti solo che non risiedono in Italia ma che scelgono di aprire la partita IVA.