September 21, 2020 by Qonto

Aprire partita IVA agricola: dettagli e suggerimenti

Ogni libero professionista che sceglie di lanciare un'attività in ambito agricolo deve aprire la partita IVA agricola: scopri con noi come fare!

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Partita IVA agricola: tutto ciò che c'è da sapere

 

Aprire partita IVA agricola​: cosa significa? Quali sono i requisiti che un'impresa agricola deve avere? Come fare per aprire una partita IVA? Costo apertura partita IVA agricola: qual è?

Queste e molte altre sono le domande che solitamente si pone un libero professionista attivo nell'ambito dell'agricoltura o un agricoltore attivo senza partita IVA. D'altronde, se si sceglie di avviare un'attività o un business nell'ambito agricolo, l'apertura della partita IVA agricola è un obbligo. Questa consente, infatti, a imprenditori e coltivatori diretti che lavorano a partita IVA di emettere fatture e di poter effettuare degli acquisti legati alla propria attività lavorativa.

 

Apertura partita IVA codice ATECO e altri obblighi

 

Come già accennato, la partita IVA agricola è obbligatoriamente aperta da tutti i professionisti (imprenditori e coltivatori diretti) che operano nell'ambiente agricolo. Prima di poterne richiedere l'apertura, è indispensabile identificare la propria attività tramite il codice ATECO 01.

Si deve inviare quest'ultimo all'Agenzia delle Entrate, insieme ad altre informazioni e documenti. Come per altre categorie professionali (ad esempio la partita IVA per medico), anche la partita IVA agricola definisce la posizione ​fiscale​ di una determinata attività

 

Requisiti per aprire una partita IVA agricola: il titolo di IAP

 

Per aprire una partita IVA agricola, oltre all’iscrizione al Registro delle​ imprese​ e l'ottenimento del codice ATECO 01, è indispensabile che gli imprenditori agricoli possiedano il titolo di IAP (Imprenditore agricolo professionale).

A differenza di un imprenditore agricolo non professionale, l'imprenditore agricolo professionale è un soggetto che - in qualità di titolare di partita IVA - dedica il proprio tempo alla coltivazione, alla silvicoltura, all'allevamento o alla valorizzazione dei terreni agricoli. Questo vale sia per un giovane con partita IVA che per un pensionato professionista.

 

I requisiti per diventare IAP

 

Per ottenere tale titolo, è necessario dimostrare di avere dei requisiti fondamentali:

 

  • Competenza professionale: ​ un insieme di conoscenze e competenze tecniche che confermano la capacità di mantenere e gestire l'attività.

 

  • Reddito: l’imprenditore agricolo deve superare, con la propria attività​, il 50% del reddito complessivo annuale derivante dall'attività agricola. Tale percentuale può variare a seconda del tipo di terreno nel quale si opera. 

 

  • Tempo: un Imprenditore agricolo professionale (IAP) deve investire il 50% del tempo lavorativo nell'attività​ agricola in questione.

 

I moduli da presentare per ottenere il titolo di IAP e per aprire la partita IVA agricola sono presenti sia sul sito della Coldiretti che su quello dell'Agenzia delle Entrate. L'individuazione dei moduli necessari richiede una particolare cura: occorre prestare attenzione e tener conto delle differenze presenti in relazione al tipo di impresa o azienda che si vuole aprire.

Il coltivatore diretto: tutti i dettagli

 

Come dichiarato dal Codice Civile, si definisce coltivatore diretto un piccolo imprenditore che - insieme alla propria famiglia - svolge l'attività agricola in maniera stabile e continuativa. Per poter semplificare la gestione del suo business o della sua quotidianità, un coltivatore diretto può scegliere di aprire un conto corrente tradizionale o la rapidità e la sicurezza di un conto business online come Qonto.

 

La società agricola

 

Se un gruppo di soci vuole avviare una società agricola, è necessario che almeno un componente della società abbia la qualifica IAP. Le società agricole possono essere costituite nella forma di società di persone (società semplici, s.n.c. o s.a.s.), società di capitali (s.r.l. o s.p.a.) e cooperative

Partita IVA agricola e lavoro dipendente

Aprire azienda agricola come secondo lavoro: è possibile? Se un lavoratore dipendente vuole aprire la propria attività agricola, deve seguire tutte le regole previste per i lavoratori subordinati. Un dipendente pubblico deve confermare e dimostrare la compatibilità della futura attività con il lavoro principale; il dipendente privato può svolgere attività agricola purché quest'ultima non sia in concorrenza con l'azienda per la quale lavora.

 

Aprire partita IVA agricola: come fare?

 

Negli ultimi dieci anni, il procedimento per aprire una partita IVA agricola è stato semplificato: un professionista può infatti richiedere la propria partita IVA inviando online tutti i documenti e i moduli da presentare all'Agenzia delle Entrate.

Ma quale modello IVA apertura agricola? Ti stai chiedendo se esiste un modulo particolare da compilare per coloro che devono aprire la partita IVA agricola? In realtà i modelli sono gli stessi previsti per l'apertura di una qualsiasi partita IVA (come la partita IVA per medico, infermiere, ecc.).

La procedura da seguire sul sito si chiama ​ Comunicazione Unica (comUnica)​. Con un procedimento simile, è possibile dichiarare anche la propria posizione all'Inps​, all'INAIL e iscriversi alla​ Camera di commercio​.

Partita IVA agricola senza INPS: è possibile?

Come evidenziato sul sito stesso dell'INPS, i datori di lavoro agricolo sono tenuti a presentare all'Inps la cosiddetta denuncia aziendale: con quest'ultima si comunica la precisa situazione aziendale.

 

I regimi fiscali per partita IVA agricola

 

I regimi fiscali ai quali possono aderire tutte le imprese agricole e i professionisti che scelgono di aprire una partita IVA agricola (effettuando dunque la relativa dichiarazione) sono tre. È quindi possibile una aprire partita IVA in regime di esonero, regime speciale o ordinario.

 

  • Apertura partita IVA in regime di esonero: ​ il regime di esonero riguarda tutti gli imprenditori agricoli che hanno​ fatturato​ non più di 7.000 euro nell’anno precedente (con necessariamente più di un’attività) grazie alle attività agricole. In questo caso sono molti i vantaggi e gli esoneri. 

 

  • Regime speciale: In questo caso, l’unico reddito che viene calcolato riguarda la cessione dei prodotti agricoli. Le aliquote sono fisse a seconda dell’allevamento (bovini, suini, volatili, ecco.). All'imprenditore spetta il compito di registrare le vendite.

 

  • Regime ordinario: si tratta del regime fiscale alternativo a quello forfettario, ovverosia del regime senza agevolazioni al quale aderiscono tutti coloro il cui reddito annuale ha superato almeno i 7.000 euro. 

 

In ogni caso, qualsiasi sia il regime adottato, è sempre opportuno conservare tutta la documentazione - tra cui le fatture di acquisto - comprovante l'attività svolta. Questo serve proprio per non rischiare di ricevere le sanzioni previste dalle leggi. 

 

Costo apertura partita IVA agricola

 

Costo apertura partita IVA agricola? Vuoi sapere quanto l'apertura della partita IVA agricola impatterà sulle tue finanze aziendali? Scorpiamolo insieme!

Come per ogni partita IVA, anche l'apertura della partita IVA agricola è gratuita: ad avere un costo è il mantenimento di quest'ultima.

Le ulteriori spese che un professionista del settore agricolo deve sostenere riguardano l’​INPS​ e la rendita catastale del terreno (​IRPEF).

 

I vantaggi di una partita IVA agricola

 

Al di là dell'obbligatorietà dell'apertura di una partita IVA (necessaria anche solo per effettuare un acquisto per la propria attività) delle relative norme, la partita IVA può essere anche un vantaggio per un imprenditore agricolo: tra i benefici e le agevolazioni fiscali vi sono l'imposta catastale ridotta, la rivalutazione fiscale dei redditi fondiari e l'accesso a numerosi finanziamenti.  

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