September 09, 2020 by Qonto

Contratto di prestazione occasionale senza partita IVA

Il contratto di prestazione occasionale prevede che un lavoratore autonomo sprovvisto di partita IVA esegua una mansione sporadicamente. 

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Se sei un lavoratore autonomo e stai per svolgere una prestazione di lavoro non abituale (ovverosia prestazione occasionale), ti starai sicuramente chiedendo se è necessario aprire una partita IVA o come poter emettere una fattura. In questo caso, la tua attività lavorativa rientra nella prestazione occasionale e deve necessariamente rispettare i limiti (ad esempio la soglia monetaria prevista) e le modalità di quest'ultima.

La prestazione occasionale è infatti scelta da tutti coloro vogliono svolgere una professione in modo occasionale e quindi saltuario. Sebbene non sia necessario aprire una partita IVA, è indispensabile che tu conosca tutti i dettagli relativi al contratto di prestazione occasionale.  Può inoltre essere molto utile aprire un conto corrente aziendale o un conto business online come Qonto (la stessa tipologia di conto business o conto corrente per partita IVA), così da poter gestire al meglio le proprie spese personali e professionali. Oggi infatti, scegliendo tra un conto corrente aziendale tradizionale o un conto business online, hai la possibilità di valutare accuratamente quale tipologia di conto aziendale risponde adeguatamente ai bisogni del tuo business.

Prestazione occasionale senza partita IVA: cosa significa?

Il contratto di prestazione occasionale è disciplinato dall'art. 2222 del codice civile e prevede che un lavoratore autonomo svolga un'opera o un servizio a favore di un committente senza vincolo di subordinazione. A caratterizzare e differenziare le prestazioni occasionali senza partita IVA dalle prestazioni abituali è, appunto, la natura di occasionalità con la quale viene eseguita una mansione o realizzata un'opera. Si parla infatti di prestazione occasionale senza partita IVA proprio perché non è prevista l'apertura della partita IVA per tutti coloro che scelgono di svolgere attività professionali saltuarie.

Contratto di prestazione occasionale senza partita IVA: la normativa di riferimento

Un lavoratore autonomo con contratto di prestazione abituale e continuativa deve, infatti, obbligatoriamente aprire una partita IVA. A gestire i contratti di prestazione occasionale è l'articolo 54 bis, legge 21 giugno 2017, n. 96 di conversione del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, anche se sono presenti numerose revisioni legislative che hanno modificato l'ambito di applicazione della legge. I contratti di prestazione occasionale possono anche far riferimento a microimprese, purché queste ultime siano formate da più di 5 dipendenti. 

A chi è rivolto il contratto di prestazione occasionale senza partita IVA?

Il contratto di prestazione occasionale è rivolto a tutti quei professionisti, freelancer, lavoratori autonomi, liberi professionisti che scelgono di svolgere dietro corrispettivo un'attività professionale saltuaria - rispettando tutti i limiti normativi. Si tratta, ad esempio, di contratti scelti da tutti quei professionisti che saltuariamente svolgono anche attività di consulenza e di soggetti che non sono iscritti ad albi professionali. 

Prestazione occasionale senza partita IVA

Al contrario, un lavoratore autonomo che svolge prestazioni lavorative occasionali, non è tenuto ad avere una partita IVA ma deve rilasciare un'apposita ricevuta. Al di là dei vantaggi e degli svantaggi, quindi, il carattere più o meno occasionale dell'attività incide sulla partita IVA e sulla sua eventuale apertura. Se sei un lavoratore autonomo ed esegui prestazioni occasionali, al termine di ogni attività devi solo emettere una ricevuta per prestazione occasionale (detta anche"ricevuta occasionale") con ritenuta d'acconto al 20%. 

Cos'è, quindi, il lavoro autonomo occasionale?

Solitamente il lavoro autonomo occasionale è svolto da tutti quei professionisti che sono in procinto di avviare una propria attività ma anche non hanno aperto una partita IVA. Oppure si tratta di una tipologia di attività svolta saltuariamente, in parte per scelta o in parte per volontà di un committente. D'altronde la prestazione occasionale consente di svolgere un lavoro saltuario senza dover aprire necessariamente una partita IVA. 

Prestazione occasionale senza partita IVA: cosa significa?

Ad essere obbligati ad aprire una partita IVA sono tutti quei professionisti giovani o con maggiore esperienza che svolgono un'attività abituale e continuativa. Al contrario, un lavoratore autonomo che presta servizi occasionali - ovverosia sporadici e non continuativi - deve solo emettere una Ricevuta di prestazione occasionale con Ritenuta d'acconto. Lavorare senza partita IVA è quindi possibile, ma solo se non si svolge un'attività in modo professionale, se l'attività in questione è senza vincolo di subordinazione e soprattutto se è saltuaria. 

Cos'è la partita IVA?

La partita IVA è un codice alfanumerico composto da 11 cifre legato all'IVA, ovverosia all'Imposta sul valore aggiunto (un'imposta indiretta applicata sulla produzione o scambio di servizi o beni). Si tratta di una sequenza numerica che devi richiedere online o di persona presso l'Agenzia delle Entrate solo se la tua prestazione è abituale e continuativa, affinché quest'ultima sia riconosciuta a livello fiscale. Ma se al contrario la tua attività non è di questo tipo, non dovrai preoccuparti aprire una partita IVA. 

Prestazione occasionale o abituale?

Sebbene la legislazione in materia di prestazioni lavorative sia chiara, può risultare complicato capire quando un'attività è considerata abituale e quando occasionale. Infatti, prima di procedere con la scelta del contratto corrispondente alla propria attività lavorativa, occorre essere certi della natura di quest'ultima. Un'attività di lavoro è considerata occasionale (prestazione occasionale) quando coesistono sempre le seguenti caratteristiche: 

  • La durata della prestazione (lavoro occasionale) non supera i 30 giorni all'anno
  • Il costo della prestazione non supera i 5.000€.

Inoltre, come previsto dalle leggi di riferimento, non è possibile stipulare un contratto di prestazione occasionale quando è già intercorso un periodo di lavoro subordinato o collaborazione continuativa nei sei mesi precedenti. 

Limiti e normativa: quali sono gli obblighi della prestazione occasionale?

Come si diceva, il contratto di prestazione occasionale è definito dall'art. 54-bis del Decreto legge n. 50/2017, convertito dalla Legge n. 96/2017. Sebbene tutte clausole normative e le soglie siano in parte variabili in base al tipo di attività svolta, è opportuno ricordare che si tratta di limiti normativi (leggi)- ovverosia definiti a livello legislativo. Se la tua attività supera i 30 giorni e il valore complessivo della tua attività è superiore ai 5.000€ netti all'anno, allora in questo caso - proprio senza dubbio - la tua prestazione lavorativa è considerata continuativa e abituale. Dovrai dunque fare richiesta per l'apertura della partita IVA (senza dimenticare di considerare le questioni relative alla dichiarazione dei redditi e ai contributi, ovverosia all'INPS e all'INAIL. Anche un lavoratore occasionale deve infatti fare i conti con i contributi INPS, con la cassa di Gestione Separata INPS, con l'aliquota contributiva del 33,72% e - talvolta - con il Libretto famiglia

Prestazione occasionale e versamento dei contributi 

Se scegli di essere un lavoratore autonomo occasionale, devi sapere che - superando una soglia di reddito annuale - devi iscriverti alla Gestione Separata e devi versare dei contributi previdenziali.

La stipula del contratto di prestazione occasionale

Solitamente un lavoro a prestazione occasionale (o anche lavoro prevalentemente occasionale) viene definito verbalmente tra prestatore e committente. Solo successivamente, infatti, ti trovi a dover firmare un contratto di collaborazione occasionale - anche se spesso non è semplice ottenere la firma del proprio committente. In questo, però, hai la possibilità di mettere in regola la tua attività e di tutelarti in caso di mancato pagamento. La situazione potrebbe diventare più spinosa e complicata se il tuo committente è un'impresa dotata di partita IVA. 

Ricevuta prestazione occasionale senza partita IVA

Anche in caso di attività occasionale, si deve necessariamente parlare di emissione di fatture.  È infatti importante ricordare che la documentazione da produrre è diversa rispetto a quella prodotta dai titolari di partita IVA. Come anticipato - venendo meno l'obbligo della partita IVA - non è infatti necessario emettere fattura ma è indispensabile tracciare la proprie prestazioni di lavoro con una ricevuta. Con quest'ultima puoi specificare che la tua attività rientra nella tipologia di prestazioni che non prevedono l'applicazione dell'IVA (ai sensi dell'art. 5 del D.P.R. 633/197). All'interno della ricevuta devi inserire: 

  • i dati del prestatore (nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e codice fiscale);
  • i dati del committente (nome, cognome o ragione sociale se si tratta di società, partita IVA o codice fiscale, indirizzo);
  • la descrizione della prestazione occasionale senza partita IVA svolta;
  • l’importo lordo;
  • l’eventuale ritenuta d’acconto (nella misura del 20%, se il committente riveste la qualifica di sostituto d’imposta);
  • l’importo netto;
  • data, luogo e firma.

Qualora l'importo dovesse superare i 77,47 euro, dovrai inserire all'interno della ricevuta anche una marca da bollo da 2 euro. In ogni caso, per avere un'idea e capire come compilarla, puoi consultare un modello o un facsimile online. 

 

Ricevuta e applicazione della ritenuta d'acconto

Come forse saprai, solitamente ad essere soggetto a ritenuta d'acconto sono i redditi da lavoro autonomo, da lavoro dipendente, da capitale o in altri casi, redditi espressamente citati dalla legge. In ogni caso, quando sei in procinto di compilare una ricevuta fiscale e vuoi capire se applicare la ritenuta d'acconto, devi avere cura di verificare se il tuo committente rientra in quelli citati nell'articolo 23 del DPR n 600/73. La ritenuta d'acconto del 20% deve infatti essere applicata sul compenso lordo dal committente oppure dal sostituto d'imposta, indipendentemente dall'importo del compenso stesso. 

 

Prestazione occasionale: modalità di lavoro

In generale, un lavoratore autonomo occasionale ha la possibilità di svolgere le sue mansioni in autonomia: si tratta infatti di prestazioni che non sono soggette a coordinamento o subordinazione nei confronti del committente. Proprio per questo, deve svolgere il compito che gli è stato assegnato in totale libertà, proprio senza vincoli decisionali. 

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