Richieste di finanziamento 100% digitali e pagamento a rate delle fatture fornitori.

4,4 su Capterra
Il capitale circolante è uno degli indicatori più osservati da chi gestisce le finanze di un'azienda in quanto misura le risorse impegnate nel ciclo operativo di breve periodo. Vediamo insieme cos'è, come si calcola con un esempio numerico, come si distingue dal capitale fisso e come gestirlo per non far mancare liquidità alla crescita.
Richieste di finanziamento 100% digitali e pagamento a rate delle fatture fornitori.

4,4 su Capterra
Ogni azienda impiega le proprie risorse in due modi diversi. Una parte finanzia investimenti durevoli come il capitale fisso, immobili, macchinari, brevetti, tutto ciò che resta nella tua azienda per più esercizi. L'altra parte finanzia il tuo ciclo operativo di breve termine, quello che si rinnova più volte durante l'anno, ed è questa la parte che chiamiamo capitale circolante.
Definizione di capitale circolante
Il capitale circolante si può misurare in modi diversi, in base a cosa vuoi osservare: la liquidità complessiva a breve termine, il solo ciclo commerciale, o la dimensione lorda delle risorse senza sottrarre nulla.
Ecco le tre configurazioni a confronto:
| Configurazione | Formula | Cosa misura |
|---|---|---|
|
CCN (o CCN finanziario) |
Attività correnti − Passività correnti |
La liquidità complessiva a breve termine, incluse cassa e debiti bancari a breve |
|
CCN operativo o commerciale |
Crediti commerciali + Magazzino − Debiti commerciali |
Il fabbisogno generato solo dal ciclo di vendita e acquisto |
|
Capitale circolante lordo |
Somma delle sole attività correnti |
La dimensione complessiva delle risorse a breve, senza sottrarre i debiti |
La versione operativa è quella più usata per analizzare il ciclo di vendita, perché isola le scelte commerciali, come i termini concessi ai clienti o le scorte, da quelle puramente finanziarie. La versione netta (CCN finanziario) resta però quella di riferimento nella maggior parte delle analisi, e vale la pena approfondirla.
Il capitale circolante netto (CCN) è la differenza tra le attività correnti e le passività correnti di un'azienda.
Formula del CCN
Un CCN positivo indica che la tua azienda ha più risorse a breve termine di quante ne debba restituire nell'immediato, un CCN negativo indica il contrario (lo approfondiamo più avanti in questa pagina).
Prendiamo un'azienda con questa situazione patrimoniale:
Per un totale di attività correnti di 250.000€ e di passività correnti: 160.000€.
CCN = 250.000€ − 160.000€ = 90.000€
Considerando solo la componente operativa, escludendo liquidità e debiti finanziari:
CCN operativo = 120.000€ + 90.000€ − 100.000€ = 110.000€
Lo stesso bilancio, letto con due lenti diverse, racconta due numeri diversi: entrambi corretti, utili a rispondere a domande differenti.
Un CCN positivo, come nell'esempio sopra, indica che la tua azienda ha risorse a breve termine sufficienti a coprire i propri debiti a breve termine, un segnale di solidità. Un CCN negativo indica che le passività correnti superano le attività correnti, e nella maggior parte dei casi segnala una mancanza di liquidità.
Nel commercio al dettaglio e in quello online, dove si incassa dai clienti quasi subito ma si paga i fornitori con termini più lunghi, un CCN negativo può essere strutturale e non un problema.
L'azienda finanzia parte della propria attività con le risorse dei fornitori, invece che con capitale proprio o debito bancario. Va quindi sempre letto insieme al settore e al modello di business, non isolatamente.
Capire se il tuo CCN è positivo o negativo è solo metà del lavoro. L'altra metà sta nel capire di quante risorse hai davvero bisogno per sostenere il tuo ciclo operativo: è questo il fabbisogno di capitale circolante.
Cosa significa fabbisogno di capitale circolante
Il fabbisogno di capitale circolante è la quantità di risorse che la tua azienda deve trovare per finanziare il proprio ciclo operativo, cioè il tempo che passa tra il pagamento ai fornitori e l'incasso dai clienti.
Cresce quasi sempre insieme al fatturato: più la tua azienda vende, più capitale resta temporaneamente bloccato nel ciclo prima di tornare liquido.
Per la formula completa, basata sui giorni di incasso, pagamento e magazzino, trovi tutti i dettagli nella nostra pagina dedicata al fabbisogno finanziario.
Monitorare questo fabbisogno prima che diventi un problema è più semplice con strumenti di previsione della liquidità. Con un software di gestione della tesoreria puoi vedere in anticipo i momenti dell'anno in cui il capitale circolante rischia di stringere.
Quando il fabbisogno supera le risorse disponibili, esistono anche soluzioni di finanziamento pensate per coprire questi picchi a breve termine: il pagamento a rate delle fatture e il fido di Qonto permettono di ottenere liquidità immediata senza rinegoziare tutto il rapporto con clienti o fornitori.
Per gestire al meglio il tuo capitale circolante dovrai agire su tre leve:
La leva con più impatto è di solito la prima: le fatture inviate in ritardo e i solleciti gestiti a mano allungano inutilmente il tempo in cui il credito resta congelato.
Con la fatturazione elettronica di Qonto puoi emettere fatture, monitorarne lo stato e sollecitare i pagamenti in ritardo direttamente dal tuo conto business.
Sul fronte del magazzino e dei fornitori, il lavoro è più di negoziazione che tecnico: rivedere le scorte in eccesso e negoziare termini di pagamento più lunghi con i fornitori strategici sono le due leve che muovono di più l'indicatore nel tempo.
Ogni intervento su queste leve si vede anche in un altro punto, spesso trascurato: il rendiconto finanziario, dove la variazione del capitale circolante netto racconta se la tua gestione ha liberato o assorbito liquidità nel periodo.
Si calcola come la differenza tra il CCN di due periodi consecutivi:
ΔCCN = CCN periodo attuale − CCN periodo precedente
È una delle voci che ti permette di passare dall'utile netto al flusso di cassa generato dalla gestione operativa.
Un aumento del CCN (più crediti da incassare, più magazzino) assorbe la liquidità: l'azienda ha generato utile, ma quell'utile non si è ancora trasformato in cassa disponibile.
Una diminuzione, al contrario, la libera. È uno dei motivi per cui un'azienda può essere in utile e, nello stesso periodo, avere poca liquidità in banca.
Approfondimenti: