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IBAN italiano, pagamenti, carte, contabilità & oltre 5.000 integrazioni in un'unica app.

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Aprire un conto business in pochi minuti da smartphone è comodo. Ma se l'IBAN che ricevi non è italiano, quella comodità può trasformarsi in una serie di grattacapi fiscali e operativi che scopri solo troppo tardi, magari mentre compili la dichiarazione dei redditi o magari anni dopo, quando arriva la sanzione dell'Agenzia delle Entrate.
Molte fintech europee propongono conti aziendali con IBAN lituano, tedesco, belga o irlandese anche a professionisti e imprese italiane. Il problema è che, agli occhi dell'Agenzia delle Entrate, questi conti sono a tutti gli effetti detenuti all'estero, con conseguenze dirette su IVAFE, quadro RW e sulla possibilità di pagare F24 e pagoPA senza intoppi.
In questo articolo vediamo perché un conto business con IBAN estero può costare più di quanto sembri, e perché per professionisti e PMI italiane un IBAN italiano resta la scelta più semplice e sicura.
Ogni IBAN inizia con un codice a due lettere che identifica il paese in cui è stato emesso: IT per l'Italia, ma anche DE, LT, BE o altri per i conti aperti tramite alcune fintech europee. Un conto business con IBAN estero è quindi un conto aziendale il cui codice non è “IT”, anche se l'azienda opera in Italia.
La differenza la noti quando entrano in gioco il fisco italiano e la necessità di funzionalità specifiche per l'Italia.
Grazie al passaporto UE gli istituti possono offrono i loro servizi in tutta l'Unione mantenendo però l'IBAN del paese di origine. È così che potresti ritrovarti con un conto aziendale con IBAN lituano o tedesco, pur avendo aperto il conto interamente in italiano, mentre ti trovavi sul territorio nazionale.
È una procedura perfettamente lecita e a norma di legge, tuttavia è un elemento che devi conoscere prima di firmare il contratto e aprire il conto. Infatti, un conto business online estero comporta obblighi diversi da quelli di un conto italiano.
L'IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all'Estero) si applica con un'aliquota dello 0,2% annuo sul valore dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti fuori dai confini italiani, indipendentemente dal fatto che si trovino in una banca tradizionale o in una online.
Se sei titolare di Partita IVA e usi un conto aziendale con un IBAN non italiano, hai l'obbligo di versare l'IVAFE.
Le società di capitali non compilano il quadro RW, ma restano comunque soggette ad altri adempimenti di bilancio legati ai rapporti finanziari con l'estero.
Se operi come persona fisica con partita IVA e usi un conto aziendale con IBAN estero, quel conto va indicato nel quadro RW della tua dichiarazione dei redditi, indipendentemente dall'uso che ne fai.
Il quadro RW del modello Redditi PF serve a dichiarare le attività finanziarie e patrimoniali detenute all'estero. Se hai un conto business con IBAN estero devi indicare ogni anno il valore del conto al 31 dicembre, insieme al periodo di possesso.
Se te ne dimentichi, paghi: le sanzioni per l'omessa o infedele compilazione del quadro RW vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato, che sale al 6%-30% se il conto si trova in un Paese a fiscalità privilegiata.
Un altro aspetto che devi considerare è che il tuo commercialista dovrà dedicare del tempo per dichiarare correttamente il conto ogni anno.
Il pagamento del modello F24 e dei versamenti tramite pagoPA sono strumenti del sistema fiscale italiano. I conti business con IBAN estero non li supportano. In questo caso tasse, contributi INPS, INAIL, ecc., vanno pagati da un altro conto, italiano, che devi mantenere in parallelo.
In pratica, invece di semplificare la tua contabilità, un conto estero rischia di raddoppiarla: due conti da monitorare, due canoni, doppio lavoro per il tuo commercialista.
Verifica sempre, prima di aprire un conto business online estero, se il fornitore supporta il pagamento diretto di F24 e pagoPA. In caso contrario, ti servirà comunque un conto corrente aziendale italiano di appoggio, con relativi costi aggiuntivi. Qonto, il conto business online con IBAN italiano, ti offre tutti gli strumenti di cui hai bisogno per la gestione fiscale della tua attività, inclusi F24 e pagoPA.
I bonifici SEPA tra paesi europei sono, in teoria, altrettanto rapidi indipendentemente dal codice paese dell'IBAN. Nella pratica, però, un IBAN che inizia con LT, DE o BE può generare diffidenza nei clienti e fornitori italiani, abituati a ricevere e inviare fondi a codici IT.
Non è raro che un ente della Pubblica Amministrazione, un grande cliente, o persino una banca chiedano verifiche aggiuntive prima di autorizzare un pagamento verso un IBAN non italiano, con conseguenti ritardi, che possono pesare sul tuo flusso di cassa.
Un conto aziendale con IBAN italiano risolve alla radice i problemi visti fino qui:
Se sei un professionista o il titolare di un'impresa in Italia, questi vantaggi hanno più valore di quanto credi.
Qonto offre alle aziende e ai professionisti italiani un conto business online con IBAN italiano, con funzionalità innovative e pensate per chi fa impresa, che molte banche tradizionali non hanno.
Con il conto Qonto:
Il risultato è un conto aziendale che parla la lingua del fisco italiano, senza le complicazioni e i rischi di IVAFE, quadro RW o strumenti che non sono pensati per il sistema italiano.