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Stai costituendo una società o vuoi aggiungere una nuova attività a quella che hai già? Uno dei primi passi è scegliere e registrare il codice ATECO corretto. Non è una formalità da sottovalutare: questo codice identifica ufficialmente cosa fa la tua azienda e ha conseguenze dirette su fiscalità, contributi e adempimenti burocratici.
Sì, puoi averne quanti ne servono. Se la tua società svolge più attività ad esempio produce e vende direttamente, oppure affianca alla consulenza anche la formazione puoi registrare un codice ATECO per ciascuna di esse. Ogni codice aggiuntivo porta però con sé alcune conseguenze pratiche che è importante conoscere prima di procedere.
Devi aggiungere un codice ATECO ogni volta che avvii un’attività non già coperta da quelli registrati soprattutto se comporta obblighi fiscali, autorizzativi o previdenziali diversi. È consigliato anche per le attività secondarie rilevanti che vuoi documentare e gestire separatamente. Esempio: la tua SRL sviluppa software e decide di avviare anche corsi di formazione online. Il codice ATECO della formazione va registrato subito non farlo significa avere ricavi che non corrispondono ad alcuna attività dichiarata, con possibili problemi in caso di controllo.
Non c’è un limite previsto dalla legge. Però, conviene tenere solo i codici delle attività che stai davvero esercitando. Avere codici attivi senza ricavi corrispondenti non genera sanzioni dirette, ma può sollevare domande in caso di verifica fiscale.
Per le società di non c’è alcun limite al numero di codici ATECO registrabili. C’è però una condizione fondamentale: ogni attività che intendi svolgere deve essere già prevista nell’oggetto sociale del tuo statuto. Se il codice che vuoi aggiungere riguarda un’attività non compresa nell’oggetto sociale, devi prima modificare lo statuto con un atto notarile un passo in più rispetto alla semplice comunicazione all’Agenzia delle Entrate, ma obbligatorio per essere in regola.
Se sei un libero professionista o hai una ditta individuale, la procedura è questa:
Attenzione: dal 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025 (D.Lgs. n. 81 del 12 giugno 2025), che ha aggiornato molti codici rispetto alla versione precedente ATECO 2007. Verifica sempre con il tuo commercialista il codice corretto da utilizzare. Eccezione importante: nel regime forfettario, i coefficienti di redditività restano — transitoriamente — agganciati all'ATECO 2007, in attesa dell'approvazione dei nuovi coefficienti per ATECO 2025.
La comunicazione va effettuata entro 30 giorni dall'avvio effettivo della nuova attività.
Se la tua è una società (SRL, SRLS, SNC, SAS), il processo è simile ma richiede un passaggio in più:
Prima di tutto, controlla lo statuto: la nuova attività è già prevista nell’oggetto sociale? Se non lo è, devi modificare lo statuto tramite atto notarile prima di procedere.
Fai presentare il modello AA7/10 all’Agenzia delle Entrate per comunicare il nuovo codice ATECO.
Fai aggiornare il Registro Imprese tramite pratica telematica.
Cambiare un codice ATECO significa sostituire quello attuale con uno diverso, perché l'attività è cambiata o il codice scelto in origine non era corretto. La procedura è analoga all'aggiunta: modello AA9/12 per liberi professionisti e ditte individuali, modello AA7/10 per le società. Nel modello si indica il codice da cessare e quello da attivare al suo posto. Se si tratta del codice principale, va aggiornata anche la classificazione dell'attività prevalente. Per le società, verificare sempre che il nuovo codice sia coperto dall'oggetto sociale.
Se non svolgi più un'attività devi comunicarne la cessazione all'Agenzia delle Entrate: modello AA9/12 per professionisti e ditte individuali, modello AA7/10 per le società. Si indica il codice da cessare e la data di fine attività. Tenere codici attivi senza ricavi corrispondenti non comporta sanzioni dirette, ma può generare richieste di chiarimento in sede di verifica fiscale. Per le società che intendono escludere definitivamente lo svolgimento di quell'attività, valutare anche la modifica dell'oggetto sociale.
Il commercialista addebita una parcella per la gestione della pratica di solito tra 50€ e 150€ + IVA. Se è necessario aggiornare anche il Registro delle Imprese, il totale (diritti camerali compresi) può arrivare a 300–350€.
Sulle fatture che emetti non c’è bisogno di indicare il codice ATECO: non è un dato obbligatorio. Quello che conta è come organizzi la contabilità interna. Se la tua società ha più attività con trattamenti fiscali diversi, i ricavi di ciascuna vanno registrati separatamente. Quando emetti una fattura che copre più attività, elenca le singole voci con descrizioni separate e importi distinti: rende la riconciliazione contabile a fine anno molto più rapida.
Tre cose pratiche da fare subito:

La scelta del codice ATECO è una delle 6 decisioni fondamentali da prendere prima di aprire un'impresa. Scopri quali sono le altre.